Caracas, 3 gennaio 2026 – L’insicurezza e le tensioni politiche in Venezuela destano crescente preoccupazione tra la numerosa comunità italiana presente nel Paese sudamericano, con testimonianze dirette che raccontano notti di paura e incertezza a causa delle recenti azioni militari e degli scontri nella capitale.
Italiani a Caracas: notti insonni e attese cariche di tensione
Maurizio Greggio, 57 anni, pasticciere originario del Friuli ma nato in Venezuela, descrive una situazione di forte apprensione: “Ho passato la notte insonne per il rombo degli aerei e le bombe sganciate dagli Stati Uniti. Si sentivano gli aerei passare e le esplosioni. Ora temo lo scoppio di disordini, ma per il momento resto chiuso in casa”. Greggio vive vicino a un edificio governativo, potenziale obiettivo militare, e conferma che le strade sono deserte, senza persone o automobili, con un persistente odore di bruciato e di polvere da sparo. Il pasticciere ricorda inoltre che la crisi venezuelana si trascina da quasi trent’anni, iniziata con Chavez e proseguita con Maduro, aggravata da una grave crisi economica, inflazione e scarsità del dollaro.
Simili sono le parole di un abruzzese residente a Caracas, il quale preferisce restare anonimo per timore di ritorsioni: “Non abbiamo dormito per le ripetute esplosioni, si vedeva fumo e si sentivano urla. Resteremo chiusi in casa, senza andare al lavoro né a fare la spesa”. La comunità abruzzese in città è numerosa, e nonostante l’angoscia, al momento tutti gli italiani con cui si è riusciti a parlare stanno bene.
Mariano Palazzo, presidente della Società Dante Alighieri del Venezuela, residente a Maracay, a circa 120 km da Caracas, riferisce che la situazione nella sua città è più tranquilla ma l’attesa è carica di incertezza. “Ci stiamo informando tramite social e notiziari radio, ma finora le azioni militari sembrano circoscritte a Caracas”, spiega.
Le istituzioni italiane monitorano la situazione in Venezuela, Tajani: “Massima attenzione per i nostri connazionali”
Dal livello istituzionale arrivano segnali di forte attenzione. Maria Chiara Prodi, Segretaria generale del Consiglio generale degli italiani all’estero, afferma che la comunità italiana in Venezuela è numerosa e collegata, e si sta attenendo scrupolosamente alle indicazioni per la propria sicurezza. La priorità è tutelare i connazionali in queste ore concitate.
Il vicepremier e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha dichiarato: “Seguiamo con grande attenzione tutta la situazione, preoccupandoci soprattutto delle condizioni dei nostri concittadini, inclusi gli italiani detenuti, come il caso di Trentini e di altri una dozzina. Stiamo lavorando al massimo per la loro tutela”. Tajani, che dal 2022 ricopre anche la carica di Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri nel governo Meloni, ribadisce l’impegno del governo italiano nel garantire la sicurezza e l’assistenza ai nostri connazionali in Venezuela.
La presenza italiana in Venezuela è storicamente significativa, soprattutto nel secondo dopoguerra, quando oltre il 90% degli italiani emigrati nel Paese latino-americano sono arrivati tra il 1949 e il 1960, attratti dall’esplosione economica legata all’industria petrolifera e mineraria. Molti italiani si sono inseriti nei settori dell’edilizia, manifatturiero e petrolifero, contribuendo in modo sostanziale allo sviluppo di città come Caracas.






