Caracas, 8 gennaio 2026 – Dopo oltre sedici mesi di detenzione nelle carceri venezuelane, il giornalista e politico italo-venezuelano Biagio Pilieri è stato liberato. La notizia arriva a poche ore dal rilascio di un altro connazionale, l’imprenditore Luigi Gasperin, segnando un importante passo nel quadro delle recenti scarcerazioni disposte dal governo di Caracas. Le autorità venezuelane hanno annunciato un’ampia serie di liberazioni di prigionieri politici e stranieri, tra cui figurano anche altri italiani ancora in attesa di scarcerazione.
La liberazione di Biagio Pilieri e Luigi Gasperin
Biagio Pilieri, noto leader del partito di opposizione Convergencia e giornalista di lungo corso, era detenuto nella struttura carceraria dell’Helicoide a Caracas dal 28 agosto 2024. La sua detenzione era avvenuta in seguito al suo impegno politico e alla partecipazione attiva nelle elezioni presidenziali del 2024, in cui aveva sostenuto candidati dell’opposizione come Edmundo González Urrutia e María Corina Machado. Durante la sua prigionia, Pilieri è stato sottoposto a condizioni di isolamento, senza possibilità di comunicare con la famiglia, che ha denunciato gravi difficoltà e condizioni di salute precarie.
Parallelamente, è stato liberato anche Luigi Gasperin, imprenditore arrestato nel 2025 con accuse legate al possesso di materiale esplosivo, che si trovava in custodia in un centro di detenzione vicino a Caracas. Gasperin, di 77 anni, soffre di problemi cardiaci e respiratori ed è ora assistito dai medici e in contatto con i familiari.
La situazione degli altri detenuti italiani e il ruolo della Farnesina
Nonostante i rilasci, permane la preoccupazione per la sorte di altri connazionali, tra cui il cooperante Alberto Trentini e l’imprenditore torinese Mario Burlò, ancora detenuti senza certezze su tempi e modalità di scarcerazione. Attualmente, si stima che siano circa 28 gli italiani detenuti in Venezuela, molti dei quali rinchiusi proprio nell’Helicoide, noto per le dure condizioni di detenzione e l’isolamento prolungato.
La Farnesina, attraverso il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha confermato il costante impegno diplomatico per assicurare la liberazione di tutti i cittadini italiani trattenuti. Tajani è in stretto contatto con l’ambasciatore a Caracas, la rete consolare locale e le istituzioni civili e religiose venezuelane per accelerare le procedure di rilascio e garantire un esito positivo per ciascuno dei detenuti.
Le scarcerazioni si inseriscono in un contesto internazionale di mediazione che ha visto il coinvolgimento del Qatar, dell’ex presidente spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero e del presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, tutti protagonisti nel facilitare un clima di distensione all’interno del Paese sudamericano. Il presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana, Jorge Rodríguez, ha definito il gesto come un “atto unilaterale per una convivenza pacifica”, sottolineando il via libera dei vertici militari e di sicurezza del regime.
La situazione rimane comunque complessa, con quasi 900 prigionieri politici ancora detenuti secondo l’organizzazione non governativa Foro Penal, che monitora da anni le detenzioni arbitrarie in Venezuela. Tra questi, 86 sono stranieri, spesso usati come leva politica nei rapporti internazionali. Le famiglie dei detenuti continuano a chiedere la liberazione completa e la fine delle detenzioni per motivi politici.






