Caracas, 12 gennaio 2026 – Cresce la preoccupazione tra i parenti dei prigionieri politici in Venezuela dopo la morte, avvenuta nel fine settimana, di un agente di polizia detenuto con l’accusa di “tradimento”. La vittima, Edison José Torres Fernández, 52 anni, era rinchiuso nella Zona 7, una struttura della Polizia nazionale bolivariana a Caracas. La sua scomparsa ha riacceso il timore di ulteriori decessi tra i detenuti politici, in un contesto carcerario già critico per le condizioni di detenzione.
Familiari in protesta: richiesta di liberazione immediata
Davanti alla struttura carceraria, un gruppo di familiari ha manifestato chiedendo al governo della presidente ad interim Delcy Rodríguez il rilascio di “tutti” i prigionieri politici rimasti nelle carceri venezuelane. Evelis Cano, madre di uno dei detenuti, ha denunciato la totale mancanza di informazioni sulla sorte dei loro cari: “Non abbiamo più notizie, nessuna prova che siano in vita. Dove sono i diritti umani dei venezuelani?” ha dichiarato ai media, sottolineando la sua determinazione nel tenere alta l’attenzione sulla vicenda.
Secondo Cano e altri familiari, le carceri venezuelane sono “piene di venezuelani innocenti”. La morte di Edison José Torres Fernández, avvenuta dopo un ictus seguito da arresto cardiaco, come comunicato dal procuratore generale Tarek William Saab, ha alimentato la paura di ulteriori tragedie in cella.
Contesto politico e la gestione della presidente ad interim Delcy Rodríguez
La situazione dei detenuti politici si inserisce in un quadro di forte instabilità e tensioni interne al Venezuela. Dal 5 gennaio 2026, Delcy Rodríguez è presidente ad interim del Paese, nominata dal Tribunale Supremo di Giustizia a seguito della cattura del presidente Nicolás Maduro. Con un lunga carriera politica alle spalle, che l’ha vista ricoprire ruoli chiave come ministra degli Esteri, dell’Economia e degli Idrocarburi, Rodríguez guida ora un governo in un momento di delicata transizione.
Nonostante l’annuncio della liberazione di alcuni prigionieri politici, le scarcerazioni sono avvenute con il contagocce e sono state limitate a poche decine su un totale stimato di circa 800 detenuti politici. La presenza di tensioni interne tra le fazioni chaviste sembra influire sulla gestione e sul futuro della situazione carceraria.
Nel frattempo, le richieste di giustizia e trasparenza da parte delle associazioni dei familiari, delle organizzazioni per i diritti umani e della comunità internazionale si fanno sempre più pressanti.
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