Cresce l’incertezza sul futuro del Venezuela dopo l’intervento degli Stati Uniti e l’annuncio del presidente Donald Trump sulla presunta cattura di Nicolás Maduro e della moglie Cilia Flores. Le notizie hanno aperto una fase di forte instabilità politica e istituzionale, mentre governo e opposizione si preparano a scenari profondamente diversi. Vediamo quali sono i più probabili.
L’ipotesi costituzionale: poteri alla vicepresidente del Venezuela
Secondo quanto previsto dalla Costituzione venezuelana, in caso di “assenza assoluta” del presidente, i poteri dovrebbero passare alla vicepresidente esecutiva Delcy Rodríguez. È lei stessa ad aver chiesto a Trump di fornire prove che Maduro e la first lady siano ancora in vita, affermando che il governo non è a conoscenza del loro attuale luogo di detenzione o permanenza.
L’articolo 233 della Carta fondamentale stabilisce che, in una simile eventualità, la vicepresidente assuma temporaneamente la guida del Paese e convochi nuove elezioni entro 30 giorni. Il presidente eletto resterebbe poi in carica per un mandato completo di sei anni. Si tratterebbe di una transizione formale, nel solco della legalità costituzionale, ma subordinata alla verifica della reale condizione del capo dello Stato.
Il crollo del regime e l’ascesa dell’opposizione in Venezuela
Un secondo scenario, ritenuto possibile da settori dell’opposizione, prevede il collasso dell’attuale regime con le dimissioni o la fuga dei suoi principali dirigenti. In questo contesto, l’opposizione — che da tempo considera Maduro un presidente illegittimo e contesta l’esito delle ultime elezioni — vede l’attuale crisi come un passaggio cruciale.
Il nome più accreditato per la guida del Paese è quello di Edmundo González Urrutia, candidato alle elezioni del 2024, oggi in esilio in Spagna. Accademico e diplomatico di lungo corso, González è sostenuto da María Corina Machado, leader dell’opposizione democratica e recente Premio Nobel per la Pace. Lo scorso mese, a Oslo, Machado ha dichiarato che il suo movimento si sta preparando a “una transizione ordinata e pacifica” dopo l’uscita di scena di Maduro. A dicembre ha inoltre affermato che González le avrebbe proposto la carica di vicepresidente e che la “stragrande maggioranza” delle forze di polizia e delle forze armate sarebbe pronta a riconoscere la nuova amministrazione.
L’incognita militare: il rischio di una presa di potere
Resta infine aperta l’ipotesi di una presa di potere da parte dei militari. Dopo l’attacco statunitense, il ministro della Difesa Vladimir Padrino López è intervenuto pubblicamente dichiarando che il Venezuela si opporrà a qualsiasi presenza di truppe straniere sul proprio territorio. “Questa invasione rappresenta il più grande oltraggio che il Paese abbia mai subito”, ha affermato, lasciando intendere che le forze armate potrebbero assumere un ruolo centrale nella gestione della crisi.






