Città del Vaticano, 21 gennaio 2026 – Il Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha confermato di aver ricevuto un invito a partecipare al board of peace promosso dagli Stati Uniti per la crisi di Gaza, che Papa Leone XIV “starebbe valutando”. L’iniziativa, lanciata dal presidente americano Donald Trump, mira a coinvolgere diversi paesi nella gestione e mediazione del conflitto nella regione.
L’invito al Board of Peace e la risposta del Papa
Il cardinale Parolin ha dichiarato a margine di un evento: «Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta chiedendo a vari paesi di partecipare. Mi pare di avere letto che anche l’Italia sta riflettendo se aderire o meno. Anche noi abbiamo ricevuto questo invito, il Papa ha ricevuto l’invito e stiamo vedendo che cosa fare, stiamo approfondendo». Ha aggiunto che si tratta di «una questione che esige un po’ di tempo per dare la risposta».
La proposta del presidente Trump, rieletto nel 2024 come 47º presidente degli Stati Uniti, arriva in un momento di forte tensione nella Striscia di Gaza, dove la comunità internazionale cerca soluzioni diplomatiche per garantire la pace e la stabilità nella regione. Il Vaticano, da sempre attore impegnato nella promozione della pace, sta valutando con attenzione la possibilità di aderire a questo organismo di coordinamento.
Il ruolo della diplomazia vaticana
Il Papa Leone XIV, eletto nel maggio 2025 e attuale Sommo Pontefice, è impegnato nel mantenimento di un ruolo di mediazione e dialogo a livello internazionale. La Santa Sede, attraverso il cardinale Parolin, sta esaminando con cautela l’invito, considerando l’importanza di preservare la neutralità e la capacità di interlocuzione con tutte le parti coinvolte nel conflitto.
Il Vaticano sottolinea da sempre che la fede e la diplomazia sono strumenti fondamentali per la costruzione della pace; il Papa ha recentemente ribadito l’importanza della fede come “più che necessaria” per trovare la salvezza anche in situazioni di crisi. La decisione definitiva sulla partecipazione al board di pace sarà quindi frutto di un’attenta riflessione, che tenga conto degli equilibri geopolitici e degli obiettivi di pace perseguiti dalla Santa Sede.






