Washington, 13 marzo 2026 – J. D. Vance, attuale vicepresidente degli Stati Uniti e figura chiave nell’amministrazione di Donald Trump, ha manifestato in passato una posizione critica riguardo alla decisione di intervenire militarmente contro l’Iran. Secondo quanto riportato da Politico, due alti funzionari dell’amministrazione Trump hanno rivelato che, sebbene Vance avesse difeso pubblicamente l’operazione, in privato si era mostrato scettico e contrario all’attacco.
Vance e lo scetticismo sugli attacchi all’Iran
Fonti interne indicano che Vance era «preoccupato per il successo» dell’azione militare e si era «fermamente opposto» all’idea di una guerra contro l’Iran. Questo dissenso privato si inserisce in un contesto più ampio di divisione all’interno della base repubblicana, in particolare tra i sostenitori del movimento Maga, alcuni dei quali – come l’ex deputata Marjorie Taylor Greene – hanno condannato l’attacco come un tradimento delle promesse fatte da Trump nel 2016 di evitare conflitti esterni e di mettere “America First”.
La scelta di Trump di colpire l’Iran, che ha comportato l’eliminazione della guida suprema Ayatollah Ali Khamenei, ha infatti creato tensioni tra l’establishment repubblicano e una parte significativa della sua base elettorale, con critiche che sottolineano come questa azione contraddica anni di messaggi isolazionisti e pacifisti.






