New York, 23 gennaio 2026 – Il dibattito sulla obbligatorietà dei vaccini torna al centro dell’attenzione negli USA dopo le dichiarazioni del dottor Kirk Milhoan, presidente della Advisory Committee on Immunization Practices (ACIP), la commissione federale consultiva sui vaccini. In un’intervista rilasciata al podcast “Why Should I Trust You?”, Milhoan ha espresso la sua opinione secondo cui le immunizzazioni contro poliomielite e morbillo dovrebbero diventare facoltative, somministrate solo dopo un confronto medico approfondito.
Le posizioni di Kirk Milhoan e la sua visione sulla libertà di scelta
Il cardiologo pediatrico e responsabile di un’organizzazione missionaria internazionale ha spiegato che, seppur consapevole del rischio che bambini possano ammalarsi gravemente o morire per malattie come il morbillo, ritiene che il diritto individuale di rifiutare un vaccino debba prevalere. Milhoan ha sottolineato come “se non c’è libertà di scelta, il consenso informato è un’illusione” e ha definito “violenza” l’imposizione vaccinale da parte dei medici senza un pieno consenso del paziente o dei genitori. Secondo lui, rendere obbligatori i vaccini per l’accesso scolastico non farebbe che alimentare la sfiducia nella sanità pubblica.
Le critiche degli esperti e il contesto dei vaccini negli USA e non solo
Le affermazioni di Milhoan hanno incontrato una netta condanna da parte di esperti indipendenti. Tra questi, il professor Sean O’Leary, presidente del comitato sulle malattie infettive dell’American Academy of Pediatrics, ha definito le parole di Milhoan come prive di fondamento scientifico, dichiarando che “non ha la minima idea di cosa stia dicendo”.
In Italia, come nel resto del mondo, la questione dei vaccini obbligatori è particolarmente sentita. Attualmente, per poter iscrivere i bambini a nidi e scuole materne, sono richiesti dieci vaccini obbligatori, tra cui quelli contro poliomielite, morbillo, rosolia e parotite, mentre altri quattro, come quelli contro meningococco e pneumococco, sono fortemente raccomandati ma non obbligatori. L’obbligatorietà è stata introdotta per garantire la protezione della salute pubblica e prevenire il ritorno di malattie infettive ormai prossime all’eradicazione.
Il tema dell’antivaccinismo, che si oppone alla somministrazione dei vaccini, si inserisce in un contesto storico complesso, caratterizzato da paure, convinzioni ideologiche e religiose, e dalla richiesta di tutela della libertà individuale. Numerose ricerche scientifiche hanno però confermato l’efficacia e la sicurezza delle vaccinazioni, smentendo correlazioni errate come quella tra vaccini e autismo.
La discussione sull’equilibrio tra tutela della salute pubblica e rispetto delle libertà personali prosegue quindi con toni accesi, in un quadro che richiede un confronto basato su evidenze scientifiche e responsabilità sociale.






