Washington, 21 marzo 2026 – Donald Trump torna a puntare i riflettori sulla questione immigrazione e sicurezza nazionale, minacciando di schierare gli agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) negli aeroporti degli Stati Uniti. La dichiarazione, pubblicata sulla piattaforma Truth, è arrivata in un momento di forte tensione causato dallo shutdown del Dipartimento per la Sicurezza Interna, che ha bloccato gli stipendi di migliaia di dipendenti, contribuendo al caos negli scali.
La minaccia di Trump: ICE negli aeroporti per arrestare migranti
Trump ha lanciato un ultimatum ai democratici, riferendosi a loro come “sinistra radicale”, chiedendo un accordo immediato per garantire la sicurezza degli aeroporti. Ha assicurato che, in assenza di un accordo, dislocherà i “brillanti e patriottici” agenti dell’ICE nei principali scali, dove si occuperanno della sicurezza in modo “mai visto prima”.
In particolare, ha annunciato che l’azione comprenderà “l’arresto immediato di tutti gli immigrati clandestini entrati nel Paese”, con una specifica attenzione ai migranti provenienti dalla Somalia, paese che Trump ha più volte citato criticamente, sottolineando come “abbiano totalmente distrutto quello che un tempo era il grande Stato del Minnesota”.
Contesto di tensione in Minnesota e reazioni politiche
Questa uscita segue le recenti tensioni in Minnesota, dove l’operato dell’ICE e delle forze federali ha suscitato proteste e critiche. Nell’ultimo periodo, la città di Minneapolis è stata teatro di episodi violenti, tra cui l’attacco con un liquido ignoto alla deputata democratica Ilhan Omar, spesso bersaglio degli attacchi di Trump. Omar ha continuato il suo discorso dopo l’aggressione, invitando alla resilienza e chiedendo la rimozione del segretario alla Sicurezza Interna, Kristi Noem.
Parallelamente, si è registrata una protesta diplomatica da parte dell’Ecuador, che ha denunciato un tentativo di incursione dell’ICE nel proprio consolato a Minneapolis, sottolineando che i funzionari consolari hanno impedito l’ingresso degli agenti per proteggere i cittadini ecuadoriani presenti.
L’amministrazione Trump, nel frattempo, ha annunciato una parziale de-escalation delle operazioni in Minnesota, con la sostituzione del comandante della Border Patrol e l’invio di Tom Homan, lo “zar delle frontiere”, che ha incontrato il governatore democratico Tim Walz per discutere la situazione.
L’ICE, agenzia di sicurezza interna tra le più grandi negli Stati Uniti, è al centro di una controversia crescente per le sue politiche aggressive in materia di immigrazione, che hanno portato a scontri, uccisioni, arresti e tensioni sociali in diverse città americane.






