Washington, 27 giugno 2025 – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha emesso una sentenza che rappresenta un significativo passo avanti per l’amministrazione Trump in materia di immigrazione, autorizzando l’entrata in vigore, seppur limitata, dell’ordine esecutivo presidenziale che blocca lo ius soli sul territorio statunitense.
Sentenza della Corte Suprema: limitazioni ai tribunali inferiori
La decisione, contenuta in un documento di 119 pagine, restringe la capacità dei giudici di tribunali inferiori di sospendere le politiche presidenziali a livello nazionale, permettendo così l’attuazione parziale dell’ordine esecutivo sullo ius soli firmato da Donald Trump nei primi giorni del suo nuovo mandato alla Casa Bianca. Questo provvedimento ha di fatto annullato il diritto automatico di cittadinanza per chi nasce negli Stati Uniti, una misura che ha acceso un acceso dibattito nel Paese riguardo ai principi di cittadinanza e immigrazione.
La sentenza rappresenta una vittoria politica per il 47º presidente degli Stati Uniti, che aveva già, durante la sua prima presidenza (2017-2021), adottato posizioni fortemente restrittive sull’immigrazione. La Corte, guidata dal Presidente John G. Roberts, ha così limitato il potere dei tribunali inferiori, rafforzando l’autorità del presidente nel definire la politica migratoria.
L’Italia e lo ius soli
Al momento in Italia non è in vigore lo ius soli e l’iter per ottenere la cittadinanza è abbastanza lungo. Uno straniero maggiorenne può richiedere la cittadinanza italiana per naturalizzazione dopo aver vissuto in modo continuativo nel territorio italiano per almeno dieci anni. Questo periodo di permanenza richiesto è ridotto a quattro anni se il richiedente è un cittadino dell’Unione Europea.
Per ottenere la cittadinanza, non basta il semplice requisito temporale: il richiedente deve dimostrare di possedere specifici requisiti previsti dalla legge. Deve innanzitutto disporre di un reddito sufficiente a garantire il proprio sostentamento e non deve avere precedenti penali. Inoltre, è essenziale che non sussistano motivi ostativi legati alla sicurezza della Repubblica, ossia che il soggetto non rappresenti un rischio per lo Stato. Tra i requisiti figura anche la conoscenza della lingua italiana e il rispetto degli obblighi fiscali, che si traduce nella regolare dichiarazione e pagamento delle imposte.
Va sottolineato che l’ottenimento della cittadinanza italiana non è automatico. Ogni richiesta è sottoposta a un’attenta valutazione da parte delle autorità competenti. È possibile che la domanda venga rigettata in caso di documentazione incompleta, irregolarità burocratiche o periodi di interruzione nella residenza in Italia. Solo dopo un’istruttoria positiva viene riconosciuto ufficialmente lo status di cittadino italiano.






