Tel Aviv, 24 febbraio 2026 – Gli Usa hanno avviato lo spostamento di 12 caccia stealth F-22 verso il Medio Oriente, dopo che negli ultimi giorni gli stessi erano stati di stanza in una base aerea nel Regno Unito. Lo riportano dati di tracciamento dei voli open source e osservatori di aerei militari. Le immagini pubblicate mostrano i velivoli decollare da Lakenheath, in Inghilterra, per poi agganciarsi agli aerei rifornitori KC-46 in volo, diretti verso la regione mediorientale.
Rafforzamento militare Usa in Medio Oriente
I caccia stealth F-22 erano arrivati nella base inglese la settimana scorsa, dove sono rimasti per diversi giorni. Il movimento di questi jet fa parte di un massiccio rafforzamento delle forze militari statunitensi nella regione, in un contesto di crescente tensione con l’Iran. Negli ultimi giorni, decine di aerei da combattimento Usa di vari modelli – tra cui F-35, F-22, F-15 e F-16 – sono stati rilevati mentre si dirigevano verso il Medio Oriente, secondo la Military Air Tracking Alliance, un gruppo di 30 analisti open source specializzati nello studio dell’attività di volo militare e governativa.
Oltre ai caccia, sono stati monitorati decine di aerei cisterna per il rifornimento in volo e centinaia di voli cargo verso la regione a partire da metà febbraio. Questo dispiegamento militare arriva mentre il presidente Usa, Donald Trump, che ha assunto il suo secondo mandato nel gennaio 2025, valuta possibili azioni militari contro l’Iran.
Contesto di tensione con l’Iran
L’escalation militare americana si inserisce in un clima di forti tensioni tra Washington e Teheran. Gli Stati Uniti hanno aumentato la loro presenza militare nel Medio Oriente, includendo anche la portaerei Lincoln e altre navi dotate di missili cruise, e dispiegando batterie antimissile e velivoli con capacità di guerra elettronica. Il Pentagono ha inoltre spostato caccia F-15 dall’Europa verso la Giordania per rafforzare la capacità operativa nella regione.
Dall’altro lato, l’Iran ha risposto con dichiarazioni ferme di prontezza a ogni possibile attacco, sottolineando che ogni azione militare americana sarà considerata un atto di escalation e sarà fronteggiata con una risposta massiccia e prolungata. L’area rimane dunque ad alto rischio di conflitto, con crescenti preoccupazioni per la stabilità regionale e le possibili ripercussioni internazionali.





