New York, 9 gennaio 2026 – Continua l’intensa operazione della Guardia costiera degli Stati Uniti per il controllo delle petroliere coinvolte nel trasporto di greggio del Venezuela sottoposto a sanzioni internazionali. L’ultima azione ha riguardato la petroliera Olina, precedentemente nota come Minerva, intercettata al largo delle coste venezuelane. La nave, con bandiera di Timor Est, era già stata oggetto di restrizioni per il suo ruolo nel trasporto di petrolio russo, evidenziando l’intreccio geopolitico tra i principali attori globali nel settore energetico.
La nuova fase della pressione statunitense sul Venezuela
L’operazione sui mari si inserisce in un contesto di crescente tensione tra gli USA, il Venezuela, la Russia e la Cina. Nel 2025, sotto la presidenza di Donald Trump, gli USA hanno intensificato le misure per limitare le esportazioni di petrolio venezuelano, tra cui il sequestro di diverse petroliere e un vero e proprio blocco navale. Trump aveva annunciato l’importazione di oltre 50 milioni di barili di petrolio venezuelano, in violazione delle sanzioni, con l’obiettivo di indebolire il regime di Nicolás Maduro e di controllare direttamente le risorse energetiche.
Parallelamente, Mosca ha schierato navi e sottomarini per scortare le petroliere venezuelane, come la Marinera (ex Bella 1), segnalando un confronto diretto con Washington nelle acque dell’Atlantico. Pechino, dal canto suo, ha denunciato le azioni statunitensi come violazioni della sovranità venezuelana, ribadendo il sostegno a Caracas e sottolineando l’importanza strategica del petrolio venezuelano per la Cina, che rappresenta il principale acquirente del greggio latinoamericano.
Le caratteristiche della petroliera Olina e i precedenti
L’Olina è una nave tanker battente bandiera di Timor Est, già attenzionata per i suoi collegamenti con il trasporto di petrolio russo e iraniano, soggetti a restrizioni americane. Secondo i dati di tracciamento marittimo, la sua ultima posizione nota risale a metà novembre 2025, al largo del Venezuela. La Guardia costiera Usa ha quindi proceduto all’abbordaggio notturno, in linea con la strategia di blocco e interdizione delle forniture petrolifere venezuelane.
Questa azione rappresenta il quinto abbordaggio di una petroliera sotto indagine o sanzione da parte degli Stati Uniti, confermando un’escalation senza precedenti nelle operazioni navali nella regione caraibica e atlantica, con l’obiettivo di limitare le entrate del regime Maduro e interrompere la cooperazione con Mosca e Pechino.






