Washington, 23 gennaio 2026 – Gli USA hanno annunciato nuove misure restrittive contro la cosiddetta “flotta ombra” iraniana, con l’obiettivo di limitare la capacità del regime di Teheran di finanziare attività illecite e opprimere il proprio popolo. Il Dipartimento del Tesoro americano ha imposto sanzioni a 29 navi e diverse entità coinvolte nel trasporto clandestino di petrolio e prodotti petroliferi iraniani, compreso gas GPL, per un valore stimato in centinaia di milioni di dollari.
Le nuove sanzioni e l’impatto sulle esportazioni iraniane
Secondo quanto riferito da una nota ufficiale del Dipartimento di Stato, l’azione mira a privare il regime iraniano delle risorse necessarie a finanziare gruppi armati esteri e programmi missilistici, mentre il popolo iraniano continua a protestare contro una gestione economica disastrosa. Il governo statunitense ha evidenziato come l’inflazione galoppante, le infrastrutture degradate e la carenza di servizi essenziali come acqua ed elettricità dimostrino che la ricchezza del Paese non è destinata al benessere della popolazione.
Tra le entità sanzionate figurano società e navi gestite da Hatem Elsaid Farid Ibrahim Sakr, un imprenditore egiziano, con attività diffuse in paesi quali Emirati Arabi Uniti, India, Isole Marshall e Panama. Questa rete, secondo Washington, ha facilitato l’esportazione illegale di petrolio iraniano attraverso meccanismi oscuri e fraudolenti.
La strategia Usa contro la “flotta ombra” e la pressione internazionale
L’iniziativa statunitense si inserisce in una più ampia strategia volta a contrastare le esportazioni clandestine di petrolio da Paesi soggetti a sanzioni, come Iran e Venezuela. Nel recente passato, le autorità Usa hanno sequestrato diverse navi coinvolte in queste attività, tra cui la petroliera russa “Marinera”, parte della cosiddetta “flotta fantasma”, dopo un inseguimento nell’Atlantico settentrionale.
Il governo degli Stati Uniti ha ribadito che il blocco delle entrate provenienti da esportazioni illecite rappresenta un elemento chiave per rafforzare la pressione diplomatica e finanziaria sul regime iraniano, che continua a privilegiare investimenti militari e sostegno a gruppi armati a discapito delle necessità della propria popolazione. La Casa Bianca ha inoltre sottolineato che l’azione è supportata da alleati come il Regno Unito, che contribuiscono con operazioni di sorveglianza e supporto logistico.
Le nuove sanzioni rappresentano un ulteriore passo nella campagna degli Stati Uniti per contrastare l’uso di “navi ombra” che operano al di fuori delle regole internazionali, contribuendo a finanziare regimi che violano diritti umani e norme di sicurezza globale.





