Bruxelles, 16 febbraio 2026 – La partecipazione dell’Unione europea alla presentazione del Board of Peace promosso dal presidente statunitense Donald Trump a Washington solleva nuove tensioni e divisioni all’interno dei Paesi europei, in particolare in Italia. Mentre la commissaria Ue Dubravka Šuica sarà presente all’evento per la parte dedicata a Gaza, la posizione ufficiale dell’Unione europea è chiara: l’Ue non diventerà membro del Board.
La posizione ufficiale dell’Unione Europea
Guillaume Mercier, portavoce capo della Commissione europea, ha sottolineato a Bruxelles che la rappresentanza europea alla presentazione del Board of Peace sarà limitata a un ruolo di osservatore e che l’Unione non aderirà formalmente al Board promosso da Trump, attualmente presidente degli Stati Uniti per il suo secondo mandato, iniziato nel 2025. L’iniziativa mira a sostenere la pace e la ricostruzione nella Striscia di Gaza, duramente colpita dalla crisi umanitaria in corso.
Nel contesto, la bozza di risoluzione di maggioranza in Italia enfatizza l’importanza di sostenere il Piano Complessivo di pace e di partecipare come osservatori alle attività del Board di Pace. Tra gli impegni previsti vi è anche la predisposizione di un contributo nazionale per l’assistenza umanitaria, la ricostruzione di Gaza e il rafforzamento delle riforme dell’Autorità Palestinese, oltre al sostegno all’addestramento delle forze di polizia palestinesi nell’ambito della Forza Internazionale di Stabilizzazione.
Divisioni politiche e critiche in Italia
L’Italia si trova in una posizione isolata rispetto agli altri Paesi europei: sarà infatti l’unica nazione dell’Europa occidentale e del G7 a partecipare al Board of Peace di Trump, insieme a Paesi come Albania, Kosovo, Cipro, Ungheria e Romania. Questo ha provocato dure critiche da parte dei parlamentari del Movimento 5 Stelle, che definiscono la scelta del governo Meloni come un “atto di sudditanza” verso gli Stati Uniti, con accuse di un cinismo indecente alla luce dei recenti sviluppi in Cisgiordania e della ripresa dei bombardamenti israeliani su Gaza.
Anche la vicepresidente della Camera, Anna Ascani (Pd), ha espresso una ferma opposizione, dichiarando che l’Italia non può e non deve partecipare al Board of Peace per ragioni di Costituzione, buon senso e dignità nazionale.
In risposta alle polemiche, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha annunciato che il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sarà audito in Parlamento martedì 17 febbraio davanti alle commissioni Esteri e Difesa per chiarire la posizione italiana sulla partecipazione al Board.






