Roma, 17 marzo 2026 – La missione UNIFIL in Libano continua a rappresentare un pilastro fondamentale per la stabilità e la sicurezza nell’area di confine tra Libano e Israele. A sottolinearlo è il generale di divisione Diodato Abagnara, comandante della forza ONU dal giugno scorso, che in una recente intervista ha ribadito l’importanza del ruolo della missione nel prevenire escalation di violenza.
Stabilità e coordinamento sul campo
Il generale Abagnara ha descritto la situazione lungo la Blue Line come “estremamente delicata e in continua evoluzione“. Il mandato di UNIFIL non è cambiato e si basa sul rispetto della Risoluzione ONU 1701, che prevede il monitoraggio del confine, pattugliamenti costanti e il coordinamento tra le parti coinvolte. “La presenza di UNIFIL è una garanzia di stabilità e un collegamento sicuro tra le parti“, ha dichiarato Abagnara, evidenziando che, in caso di complicazioni, le modalità operative vengono adattate per tutelare la sicurezza del personale.
Il generale ha inoltre confermato che il dialogo con le forze armate libanesi è quotidiano e molto stretto, mentre i canali di comunicazione sono mantenuti anche con le Israel Defense Forces (IDF) per prevenire incidenti e gestire tempestivamente eventuali situazioni critiche.
Il comandante Diodato Abagnara e il contributo italiano
Originario di Pagani, in provincia di Salerno, il generale Diodato Abagnara rappresenta un profilo di alta professionalità e competenza internazionale. Con una carriera ricca di incarichi di rilievo, tra cui il comando del reggimento Guide di Salerno e diversi ruoli apicali presso lo Stato Maggiore della Difesa, Abagnara guida attualmente circa 10.000 caschi blu provenienti da numerosi Paesi, con un contributo italiano di circa 1.000 militari.
La sua nomina a comandante di UNIFIL è un riconoscimento della reputazione e dell’impegno dell’Italia nelle missioni di pace ONU. Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha sottolineato come questa designazione evidenzi “l’elevata professionalità delle nostre Forze Armate” e il ruolo dell’Italia come “protagonista responsabile nei contesti internazionali più delicati“.
Il generale ha inoltre ricordato che, a seguito di alcuni incidenti che hanno coinvolto peacekeepers, sono state rafforzate le misure di protezione con regole d’ingaggio chiare, basate su una postura imparziale e sull’uso della forza esclusivamente in legittima difesa.
Infine, pur con la decisione dell’ONU di non rinnovare la missione oltre la scadenza attuale, Abagnara ha assicurato che ogni valutazione futura terrà conto della necessità di evitare vuoti nel monitoraggio e nel coordinamento tra le parti, per mantenere la fragile pace nella regione.





