Londra, 7 gennaio 2026 – Il governo britannico guidato dal primo ministro Keir Starmer ha confermato che ogni eventuale invio di militari nel territorio ucraino sarà sottoposto a voto del Parlamento di Westminster. La conferma è arrivata durante il Question Time alla Camera dei Comuni, in risposta alle critiche rivolte dalla leader dell’opposizione conservatrice, Kemi Badenoch, che aveva accusato il premier di mancanza di trasparenza e rispetto istituzionale per non aver presentato uno statement formale e dettagliato sulla recente dichiarazione d’intenti firmata da Regno Unito, Francia e Ucraina.
Il voto parlamentare e la posizione di Starmer
Starmer ha sottolineato che l’impegno britannico a contribuire a una forza multinazionale per la sicurezza di Kiev, prevista dopo un eventuale cessate il fuoco con la Russia, non potrà concretizzarsi senza il via libera del Parlamento. Tuttavia, il primo ministro laburista non ha fornito dettagli precisi riguardo al numero di militari da schierare né sulle modalità operative, rimandando tali decisioni ai piani militari concordati con gli alleati.
Nel suo intervento, Starmer ha ribadito anche l’impegno a rafforzare la Nato in questo contesto di crescente tensione e ha confermato l’intenzione di discutere con il presidente americano Donald Trump la delicata questione dell’incursione Usa in Venezuela, pur ammettendo di non aver ancora avviato tale confronto.
Il contesto internazionale e le reazioni europee
Il voto parlamentare britannico si inserisce in un quadro internazionale complesso: la guerra in Ucraina, giunta al 1.103° giorno, continua a generare tensioni e divisioni tra i Paesi occidentali. Nel recente vertice di Parigi, Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron hanno proposto un piano di tregua di un mese in Ucraina, suscitando però dubbi da parte della premier italiana Giorgia Meloni che ha escluso l’invio di truppe italiane a Kiev e ha espresso perplessità sull’utilizzo di militari europei nel conflitto.
Il summit di Londra, previsto a breve, vedrà la partecipazione di numerosi leader europei e internazionali, tra cui il premier canadese Justin Trudeau, con l’obiettivo di rafforzare il sostegno a Kiev e discutere strategie comuni per la sicurezza europea. Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato a Sandringham il re Carlo III, consolidando ulteriormente i legami con il Regno Unito.
L’approccio di Starmer, segnato dalla volontà di mantenere un equilibrio tra sostegno militare e rispetto delle procedure parlamentari, riflette la complessità della posizione britannica in un conflitto che coinvolge direttamente la sicurezza europea e la stabilità transatlantica.






