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Home Esteri

UK, Farage propone divieto di preghiere islamiche in pubblico: è polemica

La proposta di Farage accende il dibattito su libertà religiosa e identità nazionale, tra reazioni politiche forti e tensioni crescenti nelle comunità britanniche

by Marco Andreoli
20 Marzo 2026
Nigel Farage

Nigel Farage | Photo by Gage Skidmore licensed CC BY-SA 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/deed.en) - Alanews.it

LONDRA, 20 marzo 2026 – Nuovo scontro politico nel Regno Unito sul ruolo delle preghiere islamiche in luoghi pubblici simbolo. Nigel Farage, leader del partito trumpiano Reform UK, ha annunciato la volontà di vietare le preghiere islamiche pubbliche in spazi simbolici del Paese qualora diventasse primo ministro. La polemica è esplosa a seguito di un evento svoltosi a Trafalgar Square, nel cuore di Londra, dove decine di cittadini musulmani si erano radunati per celebrare il pasto serale (iftar) durante il Ramadan.

La posizione di Nigel Farage e le polemiche

Farage ha definito l’iniziativa di preghiera pubblica a Trafalgar Square come un “tentativo di intimidire e dominare il nostro stile di vita“. Questa dichiarazione ha innescato un acceso dibattito politico sia dentro sia fuori la Camera dei Comuni. Il leader di Reform UK, che guida attualmente i sondaggi, si è così trovato al centro di una controversia che ha coinvolto anche il premier laburista Keir Starmer, che ha criticato duramente l’atteggiamento di esponenti dell’opposizione conservatrice.

Durante l’ultimo Question Time, Starmer ha infatti chiesto alla leader conservatrice Kemi Badenoch di licenziare il ministro della Giustizia ombra, Nick Timothy, dopo la pubblicazione di un video social in cui Timothy accusava i musulmani riuniti a Trafalgar Square di compiere un “atto di dominazione”. Il video è stato definito “vergognoso” dal sindaco di Londra, Sadiq Khan, di fede musulmana e origini pachistane, mentre i rappresentanti della comunità islamica hanno espresso un forte disappunto nei confronti di Farage.

Reazioni e implicazioni nel contesto britannico

La vicenda riflette le tensioni crescenti nel Regno Unito riguardo alla presenza pubblica delle comunità religiose e alle modalità di espressione del culto in spazi pubblici. Da un lato, la posizione di Farage rappresenta un tentativo di riaffermare un’identità culturale britannica percepita come minacciata; dall’altro, le critiche di Starmer e di altri esponenti politici sottolineano la necessità di rispetto e inclusività verso le minoranze religiose.

Il dibattito si inserisce in un contesto politico complesso, con Reform UK in crescita e con un governo laburista che cerca di mantenere equilibrio tra tutela della sicurezza nazionale e rispetto delle libertà civili. La questione delle preghiere pubbliche in luoghi simbolo come Trafalgar Square diventerà probabilmente un tema centrale nelle prossime campagne elettorali e nel dialogo pubblico britannico.

Tags: IslamNigel FaragePreghieraRegno Unito

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