New York, 28 marzo 2026 – Il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, ha rilasciato dichiarazioni sorprendenti in merito agli Ufo e agli alieni durante un’intervista al podcast “Benny Show”. Vance ha ammesso di essere “ossessionato dagli Ufo” e ha definito gli alieni come “demoni”, sottolineando la difficoltà di interpretare fenomeni ultraterreni.
Le dichiarazioni di Vance sugli UFO e gli alieni
Nel corso dell’intervista, Vance ha spiegato che la percezione comune degli esseri celesti che compiono azioni inspiegabili viene spesso etichettata come extraterrestre: “Esseri celesti che volano in giro, che fanno cose strane alle persone. Credo ci sia il desiderio di descrivere tutto ciò che è ultraterreno come ‘alieni'”. Ha aggiunto che tutte le religioni mondiali, incluso il cristianesimo, riconoscono l’esistenza di fenomeni misteriosi e difficili da spiegare.
Questa posizione riflette anche le influenze culturali e religiose del vicepresidente, noto per il suo background evangelico e per le sue posizioni conservatrici. Vance, 50º vicepresidente degli Stati Uniti in carica dal gennaio 2025 sotto la presidenza di Donald Trump, è una figura politica che ha spesso espresso opinioni non convenzionali, sia in ambito interno che internazionale.
La guerra in Iran e le strategie americane
Nello stesso podcast, Vance ha parlato anche del conflitto in Iran, affermando che la guerra “continuerà ancora un po’” con l’obiettivo di “neutralizzare il paese per un periodo molto, molto lungo”. Ha sottolineato che la maggior parte degli obiettivi militari statunitensi in Iran sono stati raggiunti e ha rassicurato sull’andamento dei prezzi della benzina, prevedendo una loro riduzione nonostante le tensioni internazionali.
Le parole di Vance arrivano in un contesto di crescente instabilità nella regione mediorientale, dove l’Iran continua a reagire con durezza agli attacchi alle sue infrastrutture, estendendo il campo di battaglia anche a petroliere e luoghi strategici nel Golfo Persico. I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno adottato una cosiddetta “strategia del matto”, allargando il conflitto e minacciando ulteriori azioni contro obiettivi legati alla presenza militare statunitense in diversi Paesi.
Gli esperti sottolineano come la situazione rimanga altamente volatile, con l’Iran che continua a sostenere una resistenza tenace nonostante le pesanti conseguenze interne, tra cui pesanti perdite militari e tensioni sociali crescenti. La prospettiva di una neutralizzazione prolungata del Paese indica che le tensioni potrebbero perdurare ancora per un lungo periodo, con ripercussioni significative per la stabilità regionale e il mercato energetico globale.






