Mosca, 26 gennaio 2026 – La decisione dell’Unione Europea di porre fine gradualmente alle importazioni di gas russo ha suscitato una dura reazione da parte di Mosca, che ha definito questa scelta come una rinuncia alla libertà da parte dei Paesi europei. Il primo ministro belga Bart De Wever ha commentato la situazione in modo critico, evocando le espressioni «vassallo soddisfatto» e «infelice schiavo» per descrivere la posizione dell’Europa di fronte alle pressioni geopolitiche, tra cui le minacce di annessione della Groenlandia da parte del presidente Usa Donald Trump.
Stop graduale al gas russo: il quadro europeo
Il 26 gennaio 2026, i 27 Stati membri dell’Ue hanno adottato definitivamente un regolamento che impone la sospensione progressiva delle importazioni di gas naturale e gas naturale liquefatto (GNL) provenienti dalla Russia. Il divieto sarà totale a partire dalla fine del 2026 per il gas naturale liquefatto e dall’autunno 2027 per il gas trasportato tramite gasdotto. L’accordo ha ricevuto il sostegno quasi unanime, con l’eccezione di Ungheria e Slovacchia, che hanno votato contro, e Bulgaria, che si è astenuta. Il regolamento sarà pubblicato nella Gazzetta ufficiale europea e entrerà in vigore il giorno successivo.
Bruxelles ha inoltre anticipato una proposta legislativa per interrompere le importazioni di petrolio russo entro la fine del 2027, un passo che riguarda principalmente Ungheria e Slovacchia, ancora dipendenti da questo combustibile fossile.
La reazione di Mosca e le implicazioni geopolitiche
Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha dichiarato in un’intervista al canale televisivo Zvezda, ripresa dall’agenzia Tass, che «i Paesi dell’Ue hanno rinunciato alla libertà» con questa decisione. Pur riconoscendo l’impossibilità al momento di definire se si tratti di «felici vassalli» o «infelici schiavi», Zakharova ha sottolineato che il tempo darà ragione a questa valutazione.
Parallelamente, il primo ministro belga Bart De Wever, intervenuto al forum di Davos, ha fatto riferimento alla dignità degli Stati europei, mettendo in evidenza le sfide poste dalle minacce statunitensi sulla Groenlandia e suggerendo una riflessione più ampia sulle dinamiche di potere e sovranità in Europa.
Questa scelta europea si inserisce nel contesto di una complessa transizione energetica e geopolitica, che vede Bruxelles impegnata a ridurre la dipendenza energetica dalla Russia, pur affrontando sfide interne come la diversificazione delle fonti di approvvigionamento e l’adeguamento delle infrastrutture.
L’approvazione di questo regolamento rappresenta un punto di svolta nelle relazioni tra Europa e Russia, con ricadute importanti sul piano economico e politico che si rifletteranno nei prossimi anni, a partire dalla gestione della sicurezza energetica del continente.
Potrebbe interessarti anche questo articolo: Segnali di distensione tra Russia e USA: “I rapporti stanno tornando alla normalità”






