Bruxelles, 23 gennaio 2026 – La Commissione europea ha ribadito oggi il suo pieno sostegno all’Ucraina fin dall’inizio del conflitto con la Russia, sottolineando che l’Unione e i suoi Stati membri hanno già stanziato quasi 200 miliardi di euro per aiutare Kiev. Lo ha dichiarato una portavoce durante il briefing quotidiano con la stampa a Bruxelles, rimarcando l’impegno costante dell’UE nel sostenere il Paese colpito dalla guerra.
Il sostegno finanziario e militare dell’UE a Kiev
La portavoce ha evidenziato che l’Unione europea si conferma il principale sostenitore dell’Ucraina, con un contributo economico e politico senza precedenti. Quest’ultimo si traduce non solo in aiuti finanziari ma anche in un’integrazione di Kiev nei programmi di difesa europei, quali Safe ed Edip. Questi programmi consentono all’Ucraina di effettuare appalti congiunti con gli Stati membri e di far collaborare la propria industria militare con quella europea, rafforzando la capacità difensiva del Paese.
Le richieste di Zelensky e la posizione di Bruxelles sull’esercito europeo
Durante il briefing, è stata anche menzionata la recente proposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di istituire un esercito europeo, rilanciata al Forum economico mondiale di Davos. Bruxelles ha accolto con attenzione queste parole, sottolineando però che finora l’UE ha agito attraverso l’integrazione di Kiev nei propri programmi di difesa piuttosto che attraverso la creazione di forze armate europee comuni.
Zelensky, nel suo intervento a Davos, ha chiesto garanzie di sicurezza per l’Ucraina, proponendo un contingente di pace di almeno 200 mila soldati europei per garantire la stabilità nella regione, un impegno che richiederebbe ingenti risorse e una profonda riorganizzazione delle capacità militari europee. Bruxelles rimane al lavoro per coordinare il supporto a Kiev, nel rispetto delle competenze e delle sensibilità degli Stati membri.
Potrebbe interessarti anche questo articolo: Colloqui negli Emirati, Zelensky: “Ucraina orientale tema centrale”. Cremlino: “Devono lasciare il Donbass”






