Bruxelles, 11 febbraio 2026 – L’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, intervenendo alla riunione ministeriale della difesa a Bruxelles, ha dichiarato che la nuova strategia dell’Unione Europea sull’Artico si prepara a includere per la prima volta una dimensione esplicita dedicata alla sicurezza, accanto ai tradizionali aspetti di clima, ricerca, pesca e ambiente.
Kallas, la nuova strategia europea per l’Artico: sicurezza al centro
Fino ad oggi, le strategie europee sull’Artico si erano concentrate prevalentemente su tematiche ambientali e scientifiche. Secondo Kallas, invece, “le precedenti strategie affrontavano le questioni climatiche, di ricerca, pesca e ambiente, ma non la sicurezza. Quindi stiamo sicuramente contribuendo anche a questo”. L’attenzione verso la sicurezza è diventata imprescindibile anche a causa della complessità geopolitica crescente nella regione, influenzata dal cambiamento climatico e dalle tensioni internazionali.
La riluttanza a distogliere l’attenzione dal conflitto in Ucraina è stata sottolineata dall’Alta rappresentante: “Dobbiamo ovviamente restare vigili, ma non dobbiamo distogliere l’attenzione da dove le minacce sono oggi più acute, che è naturalmente l’Ucraina”. La guerra in corso avrà infatti ripercussioni sulla stabilità dell’Artico, ha aggiunto Kallas, evidenziando come i rischi nella regione dipendano anche dall’evoluzione del conflitto russo-ucraino.

Coordinamento UE-NATO e sfide geopolitiche
Kallas ha ribadito l’importanza di un coordinamento stretto tra Unione Europea e NATO: “Abbiamo relazioni molto buone e coordiniamo i nostri passi così da non duplicare in alcun modo”. I Paesi europei coinvolti nella strategia artica sono spesso membri di entrambe le organizzazioni, rendendo necessario un approccio integrato e condiviso.
In un recente intervento a Oslo, l’Alta rappresentante ha ricordato come la precedente strategia europea sull’Artico, risalente al 2021, sia oggi superata dall’attuale scenario geopolitico e dalla necessità di integrare la dimensione della sicurezza. La UE si sta confrontando con sfide poste dalle potenze globali, in particolare Russia e USA, in un quadro di imprevedibilità crescente, come evidenziato da Kallas.
L’Unione Europea intende, quindi, rafforzare la propria autonomia strategica e di difesa, investendo nelle capacità militari e nella cooperazione internazionale, pur mantenendo alta la guardia sulle minacce più immediate legate alla guerra in Ucraina. La nuova strategia artica rappresenta un tassello fondamentale in questo percorso, riconoscendo l’importanza crescente della regione nell’ordine mondiale contemporaneo.
Kallas e il ventaglio delle proposte sul tavolo
Il lavoro sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia è ancora in corso, così ha dichiarato oggi l’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, al suo arrivo alla riunione ministeriale sulla Difesa a Bruxelles. Le nuove misure restrittive sono intese a rafforzare la pressione su Mosca in risposta all’aggressione in Ucraina, ma restano ancora da definire i dettagli e le modalità di attuazione.
L’Alta rappresentante ha sottolineato che l’Ue ha già messo molte proposte sul tavolo e si attende che il G7 affronti alcune di queste, in particolare il divieto dei servizi marittimi con la Russia. Kallas ha evitato di entrare nel merito delle singole misure, affermando: “Non commenterò proposte specifiche, perché finché non è tutto concordato, nulla è concordato“. I lavori procedono in vista di una data simbolica: il 24 febbraio, anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, quando potrebbe essere presentato ufficialmente il pacchetto.
Le elezioni ucraine durante la guerra: una scelta controversa
Interpellata sulle notizie riguardanti un possibile annuncio di elezioni in Ucraina da parte del presidente Volodymyr Zelensky, Kallas ha espresso un chiaro scetticismo: “Tenere elezioni mentre la guerra è ancora in corso non è decisamente una buona soluzione“. La maggioranza dei Paesi europei ha infatti disposizioni costituzionali che vietano lo svolgimento di consultazioni elettorali durante conflitti armati esterni. Kallas ha aggiunto che, pur auspicando la pace, non vede attualmente segnali concreti di sforzi russi in tal senso.






