Bruxelles, 14 marzo 2026 – Un’inchiesta dell’agenzia di stampa tedesca Dpa ha rivelato contatti e collaborazioni tra il Partito Popolare Europeo (Ppe) e il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) nel Parlamento europeo, gettando nuova luce sulle dinamiche politiche all’interno dell’Unione europea. Il caso, che sta suscitando scalpore, si basa su chat interne e incontri segreti che dimostrerebbero un’alleanza concreta tra queste forze politiche a Bruxelles.
Inchiesta Dpa, le prove dell’alleanza: chat e incontri riservati
Secondo la ricostruzione della Dpa, i contatti tra il Ppe, la principale formazione di centrodestra europeo guidata da Manfred Weber, e i partiti della destra radicale, tra cui l’AfD, sarebbero iniziati dopo un lungo stallo nei negoziati con socialisti e liberali sulla normativa riguardante gli hub per i rimpatri. In particolare, in una chat di gruppo su WhatsApp sarebbero stati discussi emendamenti proposti dall’AfD, tra cui un inasprimento dei controlli sull’età dei richiedenti asilo.
Il 4 marzo scorso, inoltre, si sarebbe svolto un incontro privato tra eurodeputati del Ppe e rappresentanti dell’AfD, dei Conservatori (Ecr) e dei Patrioti guidati dai lepenisti, durante il quale sarebbe stata definita la proposta legislativa poi approvata in aula. Al termine della trattativa, un messaggio apparso nella chat ha ringraziato per la “eccellente collaborazione”.
Reazioni e implicazioni politiche
Finora, il presidente del Ppe, Manfred Weber, ha sempre escluso qualsiasi forma di cooperazione con partiti di estrema destra, ribadendo la necessità di un cordone sanitario verso formazioni radicali. Tuttavia, un portavoce del gruppo ha respinto la ricostruzione della Dpa, sostenendo che il testo legislativo non ha subito modifiche rilevanti rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea e che gli eurodeputati dell’AfD sono politicamente irrilevanti per la maggioranza.
Gli elementi emersi, però, rischiano di riaccendere il dibattito in Germania sul rapporto con l’AfD, partito tedesco di estrema destra, nazionalista ed euroscettico, recentemente al centro di controversie anche legali. Infatti, nel 2025 un tribunale amministrativo di Colonia ha bloccato temporaneamente la classificazione ufficiale dell’AfD come partito estremista da parte dei servizi segreti tedeschi, dando fiato alla formazione guidata da Alice Weidel. Nonostante le accuse di legami con neonazismo e xenofobia, l’AfD mantiene un significativo seguito elettorale e resta una forza di primo piano nel panorama politico tedesco ed europeo.
La vicenda mette in luce le complesse e a volte ambigue alleanze che si formano all’interno delle istituzioni europee, con possibili ripercussioni sulle strategie politiche e sull’immagine pubblica dei principali partiti coinvolti.






