In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riaffermato con fermezza la sua posizione sulla guerra in corso nel Donbass, sottolineando che “non lascerò mai il Donbass e i 200 mila ucraini che lo abitano”. Zelensky ha descritto il conflitto con la Russia come un impegno imprescindibile e ha fornito aggiornamenti sulla situazione militare e negoziale.
Zelensky: la resistenza ucraina e le parole sul Donbass
Il presidente ha dichiarato che l’offensiva invernale russa è stata un fallimento, con Putin che ha perso la sua offensiva invernale e ha tentato di colpire le infrastrutture elettriche durante il gelo per dividere la popolazione ucraina e mettere i civili contro l’esercito, senza successo. Ha evidenziato che la Russia sta subendo perdite enormi, stimando fino a 35 mila uomini al mese, mentre Mosca si prepara a mobilitare 400 mila nuovi soldati. Tuttavia, secondo Zelensky, l’esercito russo è “immobilizzato, prossimo alla crisi” poiché le perdite eguagliano le nuove reclute. Ha inoltre affermato che i negoziati seri potranno cominciare solo quando l’esercito russo inizierà a rimpicciolirsi.
Riguardo al sostegno internazionale, Zelensky ha riconosciuto che le capacità militari europee sono migliorate, ma non sono ancora in grado di sostituire gli Stati Uniti nel supporto a Kiev. Sul piano politico, ha espresso ottimismo per la vittoria elettorale di Viktor Orbán in Ungheria, ipotizzando un ritorno a normali rapporti bilaterali.
Il ruolo dell’Iran e il futuro dei negoziati
Zelensky ha definito “buona decisione” l’attacco agli obiettivi militari iraniani, evidenziando come l’Iran fornisca armi alla Russia, in particolare droni e missili. Tuttavia ha espresso preoccupazione per la difficoltà nel reperire armamenti per la difesa aerea ucraina, dato che gli Stati Uniti e i loro alleati in Medio Oriente potrebbero averne bisogno per la propria difesa.
Sul fronte diplomatico, ha annunciato un possibile incontro trilaterale con gli Stati Uniti intorno al 5 o 6 marzo, preferibilmente in Europa, vista la natura del conflitto. Riguardo al Donbass, ha ribadito la ferma opposizione a un ritiro ucraino, definendo insostenibili le richieste russe di controllo totale della regione. Infine, Zelensky ha sottolineato che la linea di difesa ucraina è fondamentale e che lasciare il Donbass significherebbe aprire la strada a nuove aggressioni verso il cuore del Paese.






