Ucraina: le sanzioni energetiche contro la Russia devono tornare in vigore, ha detto Volodymyr Zelensky senza giri di parole. Nel frattempo, un cessate il fuoco firmato tra Stati Uniti e Iran ha calmato per ora le acque nello Stretto di Hormuz, un punto cruciale per il commercio globale di petrolio. È un momento di contrasti: da una parte, segnali di distensione; dall’altra, tensioni che non si spengono. Kiev non abbassa la guardia, convinta che la pressione su Mosca debba continuare.
La tregua in Medio Oriente dà respiro all’Ucraina
Lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale passa circa un quinto del petrolio mondiale, ha finalmente visto un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. L’accordo, annunciato agli inizi di aprile 2026, ha riportato un po’ di speranza in un’area che da tempo è un focolaio di tensioni pronte a far tremare i mercati globali. Questa tregua potrebbe rilanciare gli approvvigionamenti di energia e allontanare il rischio di nuovi scontri che avrebbero potuto mettere in ginocchio l’economia mondiale. Ma proprio questo momento di calma ha riacceso il dibattito sulle sanzioni petrolifere contro la Russia.
Zelensky non vuole abbassare la guardia sulle sanzioni
Il presidente ucraino non ha lasciato spazio a fraintendimenti: vuole che le sanzioni energetiche contro Mosca tornino in vigore senza sconti. In un incontro con alcuni giornalisti, tra cui l’agenzia Afp, il 10 aprile ha ribadito con chiarezza la sua posizione. “Con il cessate il fuoco in Medio Oriente e nel Golfo, ora ci aspettiamo che le sanzioni sul petrolio russo vengano pienamente reintrodotte, come prima”, ha detto. Un messaggio chiaro, che fissa la linea politica di Kiev per i prossimi passi diplomatici.
L’Ucraina pronta al cessate il fuoco pasquale e al dialogo
Sul fronte del conflitto, Zelensky ha confermato l’impegno a rispettare la tregua prevista per la Pasqua ortodossa. Il 9 aprile, su X , ha annunciato la disponibilità a “passi simmetrici” con la Russia, cioè misure di cessate il fuoco uguali per entrambe le parti, accompagnate da un appello a Mosca a non riprendere le ostilità dopo le festività. Anche se temporanea, questa tregua rappresenta un segnale importante in un conflitto che dura ormai da anni, mentre parallelamente si cerca di riaprire il dialogo e trovare nuove vie per negoziare il futuro della regione.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se la tregua pasquale segnerà davvero una svolta o resterà un episodio isolato. Nel frattempo, Zelensky continua a puntare sulle sanzioni come strumento chiave per tenere duro, mentre il mondo osserva con attenzione questi equilibri fragili.






