Abu Dhabi, 5 febbraio 2026 – Proseguono ad Abu Dhabi i colloqui trilaterali tra Ucraina, Russia e Stati Uniti volti a trovare una soluzione alla guerra in Ucraina, mentre sul terreno gli attacchi continuano a causare vittime e danni ingenti. Il negoziatore russo Kirill Dmitriev ha sottolineato i progressi positivi nei negoziati, nonostante le interferenze definite di “guerrafondai” provenienti da Europa e Regno Unito.
Negoziati ad Abu Dhabi: focus su cessate il fuoco e questioni economiche
Il secondo giorno dei colloqui si è aperto con un’intensa discussione sui temi economici e territoriali, oltre alle condizioni per un cessate il fuoco, come riferito da fonti dell’agenzia Tass. La delegazione ucraina, guidata da Kyrilo Umerov, ha definito le trattative “sostanziali e produttive”, evidenziando un orientamento verso soluzioni pratiche e passi concreti. Si attende inoltre a breve un nuovo scambio di prigionieri di guerra, annunciato dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha ribadito la necessità che la Russia si dimostri pronta a porre fine al conflitto.
Nonostante le divergenze rimangano profonde soprattutto sul dispiegamento di forze straniere e sulla verifica di un cessate il fuoco, l’inviato russo ha confermato la collaborazione con l’amministrazione statunitense per il ripristino delle relazioni economiche bilaterali e la prosecuzione del dialogo.
Continuano gli attacchi sul campo: vittime e blackout in Ucraina
Mentre i negoziati si svolgono, sul fronte militare la situazione resta critica. Nella notte, droni russi hanno colpito la capitale Kiev, ferendo almeno una persona e causando esplosioni in diversi quartieri, tra cui Obolonskyi e Solomianskyi. L’attacco segue una breve pausa imposta dal presidente americano Donald Trump dovuta alle temperature invernali estreme, ma negli ultimi giorni i raid sono ripresi.
La regione di Zaporizhzhia è stata duramente colpita dagli attacchi russi, con oltre 53.000 famiglie rimaste senza elettricità, mentre a Druzhkivka, nel Donetsk, almeno sette persone sono state uccise in bombardamenti che hanno interessato anche aree civili e commerciali. Le infrastrutture energetiche e residenziali risultano gravemente danneggiate, aggravando la crisi umanitaria in un contesto di freddo intenso e continui bombardamenti.






