Washington, 24 febbraio 2026 – L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU) ha approvato una risoluzione cruciale a sostegno di una pace duratura in Ucraina in occasione del quarto anniversario del conflitto scatenato dall’invasione russa. Il testo, promosso da Kiev e sostenuto da 107 Paesi, è stato però caratterizzato da un voto di astensione significativo da parte degli Stati Uniti, insieme ad altre potenze come Cina, Brasile, India e Ungheria.
Ucraina: il voto all’ONU e le posizioni internazionali
La risoluzione, intitolata “Sostegno a una pace duratura in Ucraina”, ha ricevuto un ampio consenso, ma l’astensione statunitense ha suscitato reazioni contrastanti. Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha accolto con favore l’adozione, sottolineando che “la comunità internazionale deve essere chiara nei momenti decisivi” e che il sostegno espresso rappresenta una conferma che l’Ucraina non è sola e che i principi della Carta delle Nazioni Unite sono ancora fondamentali. Sybiha ha inoltre assicurato che Kiev continuerà a perseguire con fermezza una pace globale, giusta e duratura.
Di tutt’altro tono il commento critico dell’ex generale e inviato Usa per l’Ucraina Keith Kellogg, che ha espresso sconcerto per l’astensione americana: “Un voto delle Nazioni Unite per una pace duratura in Ucraina e ci siamo astenuti. Chissà perché”. Kellogg ha richiamato l’attenzione sulle sofferenze causate da quattro anni di guerra, inclusi bambini scomparsi e bombardamenti di città, evidenziando la gravità del conflitto.
Al voto hanno partecipato 193 Stati membri, con la Russia che ha bocciato l’iniziativa insieme ad altri 11 Paesi, tra cui Corea del Nord, Cuba e Iran. Gli Stati Uniti, pur non opponendosi direttamente alla risoluzione, hanno scelto l’astensione, segnando una divergenza dalle posizioni europee che hanno sostenuto fermamente il testo ucraino.
Contesto diplomatico e implicazioni
Il voto si inserisce in un quadro internazionale complesso e polarizzato. Nel contempo, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha approvato una risoluzione presentata dagli Stati Uniti che sollecita la fine rapida della guerra, ma senza menzionare la Russia come aggressore, mentre Paesi europei si sono astenuti. Questo passaggio ha evidenziato un riassetto delle alleanze e delle strategie diplomatiche a livello globale.
L’astensione statunitense al Palazzo di Vetro si aggiunge a un clima di tensione nelle relazioni transatlantiche, soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ha sottolineato la necessità di un accordo economico con la Russia e ha espresso ottimismo sulla possibile fine del conflitto in tempi brevi, a patto che Kiev firmi un accordo sui minerali.
La risoluzione dell’ONU rappresenta dunque un momento significativo nella comunità internazionale, che ribadisce l’esigenza di una pace fondata sul rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina, pur evidenziando le divergenze strategiche tra le grandi potenze mondiali.






