Kiev, 8 gennaio 2026 – Nella notte tra il 7 e l’8 gennaio, l’Ucraina è stata oggetto di un massiccio attacco aereo russo che ha coinvolto l’impiego di 97 droni, con conseguenze significative sulle infrastrutture energetiche del Paese. Secondo l’Aeronautica Militare ucraina, ben 77 di questi droni sono stati abbattuti, ma l’offensiva ha comunque provocato gravi danni, lasciando senza elettricità e acqua potabile oltre un milione di famiglie nella regione di Dnipropetrovsk.
Ucraina: danni alle infrastrutture energetiche e condizioni nelle regioni colpite
Le forze russe hanno preso di mira in particolare le infrastrutture energetiche nelle regioni di Dnipropetrovsk e Zaporizhzhia, causando blackout estesi e interruzioni nei servizi essenziali. Oleksii Kuleba, vice premier e ministro dello Sviluppo Comunitario e Territoriale ucraino, ha confermato tramite i social media che più di un milione di famiglie nella regione di Dnipropetrovsk sono rimaste senza acqua ed elettricità. Sono in corso i lavori di riparazione, ma la situazione resta critica.
I residenti sono stati invitati a fare scorta d’acqua, mentre sono stati istituiti centri di assistenza per fornire supporto alla popolazione. Le autorità locali hanno attivato generatori per mantenere operativi gli ospedali di Dnipro, la principale città della regione. Inoltre, le scuole hanno prolungato le vacanze di due giorni e si sono verificate interruzioni nel traffico ferroviario suburbano nelle aree di Dnipro e Zaporizhzhia.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha condannato gli attacchi, definendoli una guerra mirata “contro il nostro popolo, contro la vita”, finalizzata a spezzare la resistenza ucraina nel pieno dell’inverno, quando la mancanza di elettricità e riscaldamento provoca sofferenze estreme. Zelensky ha inoltre chiesto ai partner internazionali di rispondere con fermezza a quello che ha descritto come un tormento deliberato inflitto dalla Russia alla popolazione ucraina.
Mosca risponde con accuse e minacce
Da Mosca, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha commentato il vertice di Parigi definendo la Coalizione dei Volenterosi e il governo di Kiev come promotori di un “vero asse della guerra”, con piani sempre più pericolosi per il futuro europeo. Zakharova ha inoltre avvertito che il dispiegamento di forze europee e la creazione di hub militari in Ucraina saranno considerati da Mosca come un intervento straniero, e quindi obiettivi militari legittimi.
Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista del villaggio di Bratskoye, nel distretto di Dnipropetrovsk, circa cento chilometri a sud della città di Dnipro, consolidando così le proprie posizioni nella regione.
Sul fronte delle operazioni difensive, le forze russe hanno dichiarato di aver abbattuto 66 droni ucraini durante la notte su varie regioni del territorio russo, inclusa la Crimea annessa nel 2014, il Mar d’Azov, il Mar Nero e diverse aree della Russia europea. Nelle prime ore di oggi, altri 11 droni sono stati intercettati sul territorio di Krasnodar.
Parallelamente, Kiev continua a ricevere supporto militare dall’estero. Il Regno Unito sta rafforzando le capacità di difesa aerea ucraine con sistemi moderni a corto e lungo raggio, come i sistemi Raven e i prototipi dei sistemi Gravehawk. Questi ultimi sono progettati per proteggere risorse strategiche da attacchi a lungo raggio, diventando elementi chiave nella difesa antiaerea del Paese. Il pacchetto di assistenza britannico da 600 milioni di sterline comprende anche torrette e missili automatizzati per contrastare i droni russi.
Tensioni diplomatiche e accuse reciproche tra Ucraina e Russia
Sul versante diplomatico, Mosca ha accusato Kiev di aver lanciato un attacco con quasi 100 droni contro una residenza del presidente Vladimir Putin nella regione di Novgorod, un’accusa che la presidenza ucraina ha prontamente smentito definendola “bugie”. Al momento non sono state presentate prove a sostegno di questa rivendicazione, e la situazione resta oggetto di forti tensioni.






