Mosca, 16 marzo 2026 – Nel contesto del protrarsi del conflitto in Ucraina, la posizione ufficiale del Cremlino continua a delinearsi con fermezza, come è emerso dalle recenti dichiarazioni del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e del portavoce presidenziale Dmitrij Peskov.
Lavrov: “L’Ucraina non è pronta per i negoziati”
Sergej Lavrov, che detiene la carica di ministro degli Esteri della Federazione Russa dal 2004 e rappresenta una delle figure più longeve e influenti della diplomazia russa, ha ribadito che Kiev non mostra disponibilità a una soluzione diplomatica del conflitto. In una conferenza stampa a Mosca, Lavrov ha affermato: “Il presidente Putin ha ripetutamente confermato il nostro impegno inequivocabile per una soluzione negoziale. Tuttavia, poiché il governo ucraino non è pronto per questo, la Russia perseguirà gli obiettivi della sua operazione militare speciale sul campo”. Questa posizione evidenzia la linea dura adottata da Mosca, che insiste nel portare avanti l’azione militare fino al raggiungimento dei propri obiettivi strategici.
Il ministro, noto per la sua lunga esperienza diplomatica maturata anche come rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, è considerato un negoziatore abile ma fermo, il cui intervento nelle questioni internazionali è spesso caratterizzato da un deciso sostegno alle posizioni del Cremlino, come dimostrato anche nella gestione delle crisi in Siria e in altre aree geopolitiche complesse.
Peskov: “Mosca aperta al prossimo round di negoziati”
Dall’altro lato, Dmitrij Peskov, portavoce del presidente Vladimir Putin dal 2012 e figura chiave nella comunicazione del Cremlino, ha dichiarato che la Russia resta aperta a riprendere il processo negoziale con l’Ucraina. Tuttavia, ha precisato che “per ragioni oggettive il luogo e la data del prossimo incontro non sono ancora stati concordati, ma confidiamo che ciò avverrà in un futuro prossimo”. Peskov, noto per la sua lunga carriera diplomatica e per il ruolo centrale nella gestione della comunicazione presidenziale, ha più volte sottolineato la disponibilità russa a dialogare, pur mantenendo una posizione ferma sugli interessi nazionali.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se e quando si potrà avviare un nuovo ciclo di colloqui, in un quadro ancora segnato da forti divisioni e da un conflitto che continua a influenzare profondamente il panorama geopolitico europeo e mondiale.






