Roma, 24 febbraio 2026 – In occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo metropolita di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), ha lanciato un appello alla pace durante una veglia di preghiera nella basilica di Santa Maria in Trastevere, a Roma. La celebrazione ha riunito fedeli e rappresentanti della comunità ucraina per un momento di raccoglimento e riflessione sul conflitto che tuttora insanguina l’Europa orientale.
L’appello urgente di Zuppi: “Ogni giorno che passa è tempo di angoscia”

Entrando nella basilica, il cardinale Zuppi ha descritto la situazione come un “tempo di angoscia e di attesa”. Ha sottolineato la gravità del conflitto con queste parole: “Ogni giorno che passa muore gente. La guerra non sta ferma, tutt’altro. Per questo bisogna affrettare il più possibile il giorno della pace, aiutare il dialogo, cercare tutte le vie per rafforzare questo inizio di dialogo perché porti a una pace giusta, garantita e duratura”.
Il porporato ha ribadito il suo impegno personale e della Santa Sede per la mediazione diplomatica nel conflitto. Nel maggio 2023 papa Francesco lo aveva incaricato di guidare una missione diplomatica volta ad allentare le tensioni tra Russia e Ucraina, un incarico che ha visto Zuppi compiere numerosi viaggi diplomatici a Kiev, Mosca, Washington e Pechino per promuovere gesti di umanità e gettare le basi per un cessate il fuoco.
Quattro anni di guerra: il contesto del conflitto russo-ucraino
L’invasione russa dell’Ucraina è iniziata il 24 febbraio 2022 e rappresenta un’escalation del conflitto iniziato nel 2014. Sono stimati tra 340.970 e 1.500.000 i morti causati da questa guerra, che ha provocato la maggiore crisi di rifugiati in Europa dopo la Seconda guerra mondiale.
L’offensiva militare è stata preceduta da un massiccio ammassamento di truppe russe al confine ucraino e da una serie di negoziati internazionali falliti. La comunità internazionale si è ampiamente schierata contro l’aggressione russa: all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 141 Paesi hanno votato a favore di una risoluzione di condanna, mentre solo quattro Stati (Siria, Eritrea, Bielorussia e Corea del Nord) si sono apertamente schierati con Mosca.
Il conflitto ha anche diviso il mondo: mentre Europa e Nord America hanno adottato sanzioni severe contro la Russia, paesi in Asia, Africa e America Latina hanno assunto posizioni più neutrali o sfumate, riflettendo complesse dinamiche geopolitiche ed economiche.
L’iniziativa di preghiera promossa da Zuppi rappresenta un momento significativo per riflettere sull’urgenza di una soluzione pacifica e sulla necessità di sostenere il dialogo, nella speranza che l’angoscia di questi anni possa finalmente lasciare spazio a un futuro di riconciliazione e stabilità.





