Ucraina: un violento raid russo ha colpito la città di Odessa nella notte, causando gravi danni e numerosi feriti, tra cui bambini. A riferirlo sono state le autorità ucraine e il presidente Volodymyr Zelensky, che ha definito l’attacco “brutale”, sottolineando come Mosca abbia lanciato oltre 50 droni principalmente contro infrastrutture energetiche e civili.
Ucraina, danni e vittime a Odessa: infrastrutture colpite e bambini feriti
Il massiccio attacco con droni ha interessato vari quartieri di Odessa, con esplosioni che hanno danneggiato edifici residenziali, una scuola materna, una chiesa e una centrale elettrica. Secondo il governatore regionale, Oleg Kiper, i danni alla centrale elettrica sono “colossali” e i lavori di riparazione richiederanno molto tempo. Il capo dell’amministrazione militare della città, Serhiy Lysak, ha confermato che l’attacco ha ferito almeno 23 persone, di cui nove ricoverate in ospedale, inclusi tre bambini – un neonato di sette mesi, una bambina di otto anni e un ragazzo di 14 anni.
I soccorritori hanno estratto dalle macerie 14 persone, con il timore che altri possano risultare intrappolati sotto i detriti. I raid si sono concentrati in due quartieri, causando anche incendi in appartamenti e in un magazzino di un’azienda di logistica. Alcune zone della città sono rimaste senza corrente elettrica, acqua e riscaldamento a causa dei danni subiti.
L’attacco di questa notte rappresenta solo una parte dell’offensiva russa che, secondo Zelensky, ha coinvolto l’intero territorio ucraino con il lancio di 165 droni, di cui circa 100 del tipo “shahed”. Odessa è stata la città più colpita durante la notte, mentre anche altre località, come Kiev e Kharkiv, hanno subito bombardamenti e attacchi con droni.
Zelensky: “Attacchi russi minano la diplomazia e richiedono pressioni su Mosca”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha commentato duramente il raid, definendolo un attacco volto a colpire la popolazione civile e le infrastrutture essenziali. Ha ricordato che ogni offensiva di questo genere “mina la diplomazia ancora in corso” e compromette gli sforzi dei partner internazionali impegnati a porre fine al conflitto.
Zelensky ha lanciato un appello agli Stati Uniti, all’Europa e agli altri alleati affinché non rimangano in silenzio e intensifichino le pressioni su Mosca, in particolare attraverso sanzioni mirate e il blocco delle operazioni russe e delle infrastrutture della flotta di petroliere. Ha sottolineato che queste misure sono fondamentali per raggiungere una pace reale e per indebolire la capacità russa di proseguire la guerra.
Il raid su Odessa rientra in una strategia più ampia di Mosca, che secondo analisi di think tank come l’Institute for the Study of War (ISW) mira a isolare la regione dal resto dell’Ucraina, colpendo il corridoio marittimo e le infrastrutture portuali. La Russia potrebbe inoltre rafforzare la propria presenza in Transnistria, territorio separatista sotto controllo russo, per aprire nuovi fronti di attacco e costringere le forze ucraine a spostare risorse difensive.






