Ucraina, 16 febbraio 2026 – Prosegue senza sosta l’escalation di violenze nella regione di Zaporizhzhia, teatro di intensi scontri tra le forze russe e ucraine. Nelle ultime 24 ore, secondo quanto riferito da Ivan Fedorov, capo dell’amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia, sono stati registrati 668 attacchi russi contro 32 insediamenti locali, che hanno causato il ferimento di sei persone.
Guerra in Ucraina: cresce la tensione tra Mosca e Kiev
In un clima di crescente tensione, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato la situazione attuale come un compromesso imposto dalla comunità internazionale che tollera ancora la libertà del presidente russo Vladimir Putin e del suo entourage. In un’intervista a Politico, Zelensky ha sottolineato: “Putin e i suoi amici non sono in prigione. Questo è il più grande compromesso che il mondo abbia mai fatto”. Il leader di Kiev ha inoltre rivelato che il presidente statunitense Donald Trump avrebbe proposto un cessate il fuoco e una sospensione temporanea della guerra, accettata da Kiev ma rifiutata da Mosca. Zelensky ha ribadito la necessità di una pressione reale su Putin per fermare il conflitto, evidenziando come il Cremlino continui a trovare pretesti per negare ogni accordo.
Dall’altra parte, la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha lanciato accuse pesanti contro Kiev, definendo il governo ucraino una “cellula terroristica internazionale neonazista”. In un intervento televisivo, Zakharova ha affermato che l’Ucraina conduce attacchi terroristici non solo contro i civili ma anche contro operatori dei servizi sociali, medici e personale di emergenza, descrivendo queste azioni come un “odio particolarmente animalesco”. Le dichiarazioni di Mosca sottolineano una narrazione che accusa Kiev di terrorismo, sostenuto da un “conglomerato di paesi sotto l’egida della Nato” che forniscono armi, denaro e supporto politico.
Il contesto degli scontri e le implicazioni internazionali
Secondo fonti aggiornate, la guerra continua a causare distruzioni e sofferenze in diverse regioni ucraine. La cittadina di Pokrovsk, in particolare, è quasi interamente sotto controllo russo, con una forte diminuzione della popolazione locale da 60 mila a circa mille abitanti, molti dei quali pro-Mosca. Intanto, l’Unione Europea e gli Stati Uniti stanno valutando nuove forme di sostegno militare e finanziario a Kiev, anche se il dibattito interno è acceso.
Nella notte tra venerdì e sabato, la Russia ha intensificato i bombardamenti su obiettivi militari e infrastrutturali, ma anche su abitazioni civili, lasciando al buio ampie zone dell’Ucraina. Le forze ucraine hanno denunciato l’uso di sostanze chimiche da parte delle truppe russe in prima linea, in particolare nella regione di Zaporizhzhia, dove si sospetta l’impiego di gas velenosi lanciati tramite droni.
Il conflitto resta dunque aperto e complesso, con un continuo scambio di accuse tra Mosca e Kiev, mentre la comunità internazionale cerca ancora una via per la pace, che al momento appare lontana.






