Proseguono senza sosta i colloqui trilaterali tra Ucraina, Russia e Stati Uniti volti a porre fine al conflitto che da oltre quattro anni insanguina l’Europa orientale. Mentre a Ginevra si attende l’avvio del secondo giorno di negoziati, emergono le posizioni ufficiali di Mosca, che ribadisce le proprie richieste e rilancia accuse pesanti contro Kiev.
Le accuse di Mosca: attacchi deliberati contro i bambini
La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha accusato il regime di Kiev di condurre attacchi terroristici mirati in luoghi frequentati da bambini, come asili, scuole, ospedali e parchi giochi. In un’intervista a Sputnik Radio, Zakharova ha sottolineato che le forze ucraine starebbero piazzando mine e utilizzando droni per colpire ripetutamente queste aree, causando così vittime civili innocenti. Secondo quanto riportato dall’ambasciatore russo Rodion Miroshnik, nelle ultime settimane gli attacchi ucraini nelle regioni russe hanno provocato oltre 20 morti e 120 feriti, tra cui sei bambini.
Queste accuse si inseriscono in un più ampio quadro di tensione, con Mosca che sostiene la necessità di codificare legalmente la non espansione della NATO verso est. L’ambasciata russa in Belgio ha annunciato che la Russia insisterà perché venga formalizzata questa clausola, chiedendo la revoca delle decisioni del vertice NATO di Bucarest del 2008, decisioni ritenute da Mosca una violazione delle promesse fatte oralmente in passato dai membri dell’Alleanza Atlantica.
I progressi nei colloqui di pace sull’Ucraina e le posizioni delle parti
L’inviato statunitense Steve Witkoff ha definito i colloqui a Ginevra come un momento di “progressi significativi”, sottolineando il ruolo dell’iniziativa guidata dagli Stati Uniti e ringraziando l’ex presidente Donald Trump per aver facilitato il confronto tra le parti. Witkoff ha annunciato che Ucraina e Russia hanno concordato di aggiornare i rispettivi leader e di continuare a lavorare per raggiungere un accordo che possa porre fine alle ostilità.
Parallelamente, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incaricato la delegazione di discutere la possibilità di un incontro diretto con il presidente russo Vladimir Putin, ritenuto il modo migliore per risolvere le questioni territoriali. Il capo dello Stato ucraino ha inoltre sottolineato l’importanza di un meccanismo di monitoraggio del cessate il fuoco guidato dagli Stati Uniti, che prevede l’impiego di droni, sebbene la Russia si opponga alla partecipazione dei Paesi europei a questo processo.
Dal fronte militare, le forze russe continuano a premere nella regione di Kharkiv, dove hanno distrutto la città di Vovchansk, mentre le forze di difesa ucraine resistono nelle aree meridionali. Intanto, un attacco russo con droni sulla città di Zaporizhzhia ha causato la morte di una donna e il ferimento di sei persone, tra cui due bambine.
In questo contesto complesso, la portavoce Zakharova ha ribadito che “qualsiasi sforzo volto a risolvere il conflitto è di grande importanza”, evidenziando la delicatezza dei negoziati in corso e la necessità di un accordo condiviso per porre fine a una guerra che ormai ha superato i 1.450 giorni di durata.





