Dnipro, 24 marzo 2026 – Un raid aereo russo ha colpito questa mattina un grattacielo nella città di Dnipro, situata nella regione di Dnipropetrovsk in Ucraina, causando incendi e diversi feriti. L’attacco è stato confermato da Oleksandr Ganzhya, capo della regione, che ha denunciato l’aggressione attraverso i media locali, riportati da Rbc.
Ucraina, attacco a Dnipro: feriti e danni ingenti
Il raid russo ha preso di mira un edificio residenziale ad alta densità abitativa, provocando un incendio all’interno del grattacielo. Le autorità locali sono intervenute tempestivamente per evacuare i residenti e soccorrere i feriti, sebbene il numero esatto delle persone coinvolte sia ancora in fase di accertamento. Ganzhya ha sottolineato la gravità dell’attacco, che si inserisce in un contesto di continui bombardamenti nella regione di Dnipropetrovsk, dove nelle ultime settimane sono stati segnalati colpi anche nelle città di Kryvyi Rih e Pavlohrad.
Parallelamente, si registrano altre vittime civili a seguito di esplosioni e attacchi nel territorio ucraino e nelle aree occupate. A Sebastopoli, in Crimea, due persone hanno perso la vita in un’esplosione in un condominio, mentre le autorità russe escludono al momento l’ipotesi di una fuga di gas come causa dell’incidente, come dichiarato dal governatore Mikhail Razvozhaev.
Il Cremlino e la proroga del mandato presidenziale ucraino
Nel frattempo, sul fronte politico, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha rilanciato la questione relativa alla legittimità della proroga del mandato presidenziale in Ucraina, sottolineando che la leadership di Kiev deve prendere una decisione chiara in merito. Sebbene non vi sia stata una cancellazione ufficiale delle elezioni presidenziali previste nel 2026, Peskov ha definito le ultime dichiarazioni della Commissione elettorale centrale ucraina come un’indicazione della difficoltà nel tenere i regolari processi elettorali nel Paese.
Peskov, figura di spicco nel governo russo dal 2012 e portavoce del presidente Vladimir Putin, ha ribadito che la proroga del mandato del capo dello Stato ucraino rappresenta un nodo politico rilevante, definendo il presidente ucraino “capo del regime”.
Le tensioni tra Russia e Ucraina continuano quindi ad alimentare un quadro di instabilità sia sul piano militare che politico, con conseguenze dirette sulla popolazione civile nelle aree di conflitto.






