Kiev, 6 gennaio 2026 – Nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, l’Ucraina è stata teatro di un massiccio attacco aereo lanciato dalle forze russe, che hanno impiegato un totale di 61 droni d’attacco di vari modelli, tra cui i noti Shahed e Gerbera. L’operazione, iniziata alle 18 del giorno precedente, ha visto il decollo dei velivoli senza pilota da diverse regioni russe, tra cui Millerovo, Kursk, Oryol e la regione di Donetsk, secondo quanto reso noto dall’Aeronautica militare ucraina e riportato da Rbc Ukraine.
Raffica di allarmi antiaerei in tutto il paese
Durante la notte, molte città ucraine, a partire dalla capitale Kiev, sono state interessate da ripetuti allarmi antiaerei. Il sistema di difesa ucraino ha dovuto fronteggiare non solo l’attacco simultaneo di droni, ma anche la minaccia di missili balistici e il decollo di due caccia MiG-31K, che hanno fatto scattare due allerte di livello elevato su tutto il territorio nazionale.
Tra le conseguenze più gravi dell’attacco, si segnala il danneggiamento di una struttura medica privata nel distretto di Obolonskyi a Kiev, che ha reso necessaria l’evacuazione dei pazienti presenti. La tensione resta alta in tutta la capitale, che ha vissuto una notte particolarmente difficile a causa delle continue incursioni.
Contesto internazionale e sostegno all’Ucraina
Il massiccio attacco si inserisce in un quadro di crescente pressione militare e diplomatica sulla Russia. Oggi a Parigi si tiene una riunione della coalizione dei “Volenterosi”, un gruppo di stati europei impegnati nel sostegno all’Ucraina, che vedrà la partecipazione di emissari statunitensi e della presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni. L’incontro punta a consolidare le garanzie di sicurezza per Kiev e a definire i dettagli di una forza multinazionale da dispiegare in caso di una futura tregua tra le parti belligeranti.
Inoltre, la situazione sul fronte interno russo registra un incendio in un impianto industriale nella regione di Lipetsk, causato probabilmente dallo schianto di un drone, mentre esplosioni sono state segnalate anche in altre località russe, tra cui Penza, Yaroslavl e Sterlitamak, con danni a infrastrutture petrolchimiche di rilievo.
A seguito degli ultimi avvenimenti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha nuovamente condannato gli attacchi russi, definendoli atti di terrorismo deliberato e ribadendo la necessità di un rafforzamento delle sanzioni internazionali e della cooperazione tecnologica tra i paesi che sostengono Kiev. Intanto, sul fronte diplomatico, si lavora per collegare le trattative sulle concessioni territoriali con le garanzie di sicurezza da fornire all’Ucraina, in vista di negoziati che vedranno protagoniste le principali potenze mondiali.






