Istanbul, 20 febbraio 2026 – Il giornalista italiano Andrea Lucidi è stato rilasciato dopo essere stato fermato dalle autorità turche ieri pomeriggio. Lucidi, noto per le sue posizioni filorusse e corrispondente di guerra, è decollato questa mattina da Istanbul verso l’Italia, come confermato da fonti della Farnesina.
Il fermo in Turchia e il contesto della missione
Andrea Lucidi è stato trattenuto insieme ad altri giornalisti e attivisti di diverse nazionalità, mentre era impegnato in una missione di raccolta informazioni sulle condizioni delle prigioni di isolamento di tipo S, R e Y in Turchia. Queste strutture sono note per il loro regime di massima sicurezza e isolamento, spesso oggetto di critiche da parte delle organizzazioni internazionali per i diritti umani.
Secondo il canale Telegram Donbass Italia, la delegazione internazionale di cui faceva parte Lucidi comprendeva anche avvocati, attivisti per i diritti umani e politici. Dopo essere arrivati a Istanbul il 18 febbraio, il gruppo aveva incontrato i legali del Halkın Hukuk Bürosu (Ufficio Legale del Popolo), un’organizzazione che si occupa di assistere i detenuti e monitorare le condizioni carcerarie in Turchia. Poco dopo l’incontro, i membri della delegazione sono stati fermati per strada e condotti all’Ufficio per le Migrazioni con l’intento di procedere alla loro espulsione.
Il profilo di Andrea Lucidi e le controversie legate al suo lavoro
Andrea Lucidi è conosciuto sui social media per le sue posizioni chiaramente filorusse, spesso criticate nel contesto della guerra in Ucraina. Sul suo profilo X, si definisce “giornalista e corrispondente dalle aree di crisi”, mentre su LinkedIn risulta essere corrispondente di guerra per International Reporters, una testata che secondo Reporter Without Borders (RSF) riceverebbe finanziamenti dal Cremlino. RSF ha evidenziato come questa piattaforma venga utilizzata per diffondere narrazioni pro-russe e per giustificare l’invasione dell’Ucraina.
Questa associazione con un media considerato filo-russo ha contribuito ad aumentare la visibilità del caso, suscitando un dibattito sull’indipendenza e l’etica del giornalismo nelle zone di conflitto. La detenzione di Lucidi in Turchia si inserisce in un contesto internazionale di crescente tensione e controllo sulle attività di reporter internazionali, soprattutto in aree politicamente sensibili.
Reazioni diplomatiche e rilascio
Il rapido intervento della Farnesina ha avuto un ruolo determinante nel rilascio di Andrea Lucidi. La rappresentanza diplomatica italiana in Turchia ha monitorato costantemente la situazione, mantenendo contatti con le autorità locali per garantire la tutela dei diritti del giornalista e la sua immediata liberazione.
Il decollo di Lucidi da Istanbul verso l’Italia nella mattinata del 20 febbraio segna la conclusione di un episodio che ha attirato l’attenzione dei media internazionali e dei gruppi per la libertà di stampa. L’episodio sottolinea le difficoltà e i rischi a cui sono esposti i corrispondenti che operano in contesti di conflitto e repressione, soprattutto quando le loro attività vengono percepite come politicamente sensibili o controverse dalle autorità locali.






