New York, 7 aprile 2026 – La Casa Bianca ha negato con fermezza le indiscrezioni che la vorrebbero pronta a considerare l’uso dell’arma nucleare nel conflitto in corso con l’Iran, in seguito a dichiarazioni ambigue attribuite al vicepresidente JD Vance durante un intervento in Ungheria. L’amministrazione statunitense ha voluto chiarire che nessuna opzione nucleare è allo studio, nonostante le tensioni crescenti nella regione mediorientale e le parole minacciose di Trump.
Le parole di JD Vance e la replica della Casa Bianca
Il vicepresidente Vance aveva affermato di avere fiducia in una risposta – positiva o negativa – entro le ore 20 di oggi, quando scadrà un ultimatum rivolto a Teheran. Vance ha sottolineato: «Abbiamo strumenti che non abbiamo ancora deciso di usare e che il presidente può decidere di usare se l’Iran non cambia condotta». Queste parole sono state interpretate da alcuni come un riferimento implicito all’uso di armi nucleari, scatenando reazioni e timori internazionali.
Tuttavia, la Casa Bianca, tramite l’account RapidResponse47, ha definito queste interpretazioni «assolutamente infondate», affermando che «nulla di quello che è stato detto implica l’arma nucleare». Il comunicato ha definito «buffoni» chi ha travisato le dichiarazioni di Vance, ribadendo la volontà di mantenere la pressione sull’Iran senza ricorrere a misure estreme.
Il clima di tensione e le reazioni politiche alle parole di Trump
Nel frattempo, le tensioni sul terreno si intensificano: dall’attacco coordinato di Stati Uniti e Israele contro obiettivi iraniani a fine febbraio, alla risposta iraniana con missili contro basi israeliane e statunitensi. Il prezzo del petrolio continua a salire a causa del blocco dello Stretto di Hormuz, mentre la Lega Araba condanna gli attacchi iraniani contro paesi arabi come un grave errore strategico.
Sul fronte politico, il Senato degli Stati Uniti ha respinto una risoluzione bipartisan che mirava a limitare i poteri di guerra del presidente Trump, permettendo così alla Casa Bianca di proseguire nelle operazioni militari senza restrizioni legislative. Intanto, Donald Trump, tornato alla presidenza nel 2025, ha espresso su social network dichiarazioni forti, parlando di una possibile distruzione della civiltà iraniana, suscitando dure critiche, tra cui quelle del politico italiano Angelo Bonelli che ha definito le parole «minacce di stampo nazista» da condannare con fermezza.
La situazione rimane estremamente delicata con un conflitto che si estende tra diplomazia, minacce e operazioni militari, mentre la comunità internazionale osserva con attenzione ogni sviluppo.






