New York, 23 febbraio 2026 – Donald Trump torna a far sentire la sua voce in merito alla recente sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha annullato i dazi imposti durante il suo mandato, sottolineando di possedere ancora ampi poteri per imporre tariffe senza la necessità di passare per l’approvazione del Congresso.
Trump rivendica il potere esecutivo sui dazi
Attraverso un post sul suo social Truth, Trump ha ribadito con fermezza: “Come presidente, non devo tornare al Congresso per ottenere l’approvazione dei dazi“. Il tycoon ha inoltre criticato duramente la sentenza della Corte Suprema, definendola “ridicola” e accusando i giudici di aver limitato illegittimamente la sua autorità. La decisione della Corte ha infatti annullato solo le tariffe imposte in base all’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), mentre secondo Trump esistono altre vie legali per mantenere e aumentare i dazi.
Non si è fatto attendere l’avvertimento rivolto ai paesi stranieri: quelli che tenteranno di aggirare la decisione della Corte si troveranno ad affrontare dazi più alti e peggiori di quelli precedentemente stabiliti. Il presidente ha espresso infatti la volontà di ricorrere a misure più severe per contrastare chi, a suo dire, ha danneggiato l’economia americana per decenni.
Lo scontro con la Corte Suprema e le implicazioni costituzionali
Trump ha definito la Corte Suprema americana “incompetente” e ha attaccato aspramente i giudici, accusandoli di favorire interessi stranieri, in particolare quelli della Cina. Nel suo intervento, il presidente ha anche fatto riferimento a un altro tema caldo in discussione presso la Corte: lo ius soli, che Trump intende abolire.
Dal punto di vista giuridico, la questione si intreccia con il principio della separazione dei poteri sancito dalla Costituzione statunitense, che assegna al Congresso l’autorità di imporre tasse e dazi. Trump, invece, ha agito tramite executive orders basati sull’IEEPA, una legge pensata per emergenze nazionali, ma non specificamente per l’imposizione di tariffe commerciali, circostanza che ha portato a una serie di contenziosi giudiziari culminati con la sentenza della Corte Suprema.
Nonostante la bocciatura, Trump ha annunciato che i dazi “rimangono” e che userà altre basi legali, come la Sezione 122 del Trade Act del 1974, per imporre nuove tariffe, una mossa che finora non ha precedenti e sulla quale si attendono ulteriori sviluppi giudiziari.
L’amministrazione USA continua pertanto a navigare in un quadro di tensione istituzionale e commerciale, con ampie ripercussioni sull’economia interna e sulle relazioni con i partner internazionali, mentre l’Unione Europea ha già dichiarato di attendere chiarimenti sulle prossime mosse di Washington.






