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Home Esteri

Trump revoca l’invito a Carney al Board of Peace dopo Davos e ringrazia Xi

La revoca dell’invito al premier canadese segue un duro confronto a Davos e alimenta le tensioni tra Washington e Ottawa, mentre cresce la diffidenza degli alleati europei

by Marco Viscomi
23 Gennaio 2026
Carney e Trump

Carney e Trump | ANAS/SHAWN THEW

New York, 22 gennaio 2026 – Si intensifica la tensione tra USA e Canada in seguito al ritiro da parte del presidente americano Donald Trump dell’invito rivolto al primo ministro canadese Mark Carney per partecipare al Board of Peace, il nuovo consiglio dei leader mondiali promosso da Washington. La decisione è arrivata dopo un acceso scontro verbale avvenuto durante il Forum di Davos, dove Carney ha denunciato il deterioramento dell’ordine internazionale basato sulle regole e ha esortato le potenze di media grandezza a collaborare per evitare di diventare vittime delle rivalità tra le grandi potenze.

Lo scontro a Davos e la risposta di Trump

Durante il discorso a Davos, Carney ha parlato di un’“era di rivalità tra le grandi potenze” e della necessità per i Paesi di media grandezza di “agire insieme” per non rimanere esclusi dalle trattative globali. Parole che non sono state digerite da Trump, che ha replicato dal palco sottolineando che “il Canada esiste grazie agli Stati Uniti”. La risposta del premier canadese non si è fatta attendere: “Il Canada non esiste grazie agli Stati Uniti e può dimostrare come la diversità sia una forza, non una debolezza”. Carney ha inoltre affermato che, pur non potendo risolvere tutti i problemi mondiali, il Canada incarna un modello alternativo basato su progresso e giustizia, in contrapposizione all’autoritarismo e all’esclusione.

Poco dopo, Trump ha annunciato tramite il suo social Truth il ritiro dell’invito per Carney al Board of Peace, definito come “il più prestigioso consiglio dei leader mai riunito”. Questa decisione segna un ulteriore inasprimento delle relazioni tra Washington e Ottawa, già tese a causa di questioni commerciali e delle dichiarazioni di Trump che in passato aveva suggerito l’annessione del Canada come 51º Stato americano.

Mark Carney, il premier canadese
Mark Carney | photo by World Economic Forum from Cologny, Switzerland licensed under 2.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/) – alanews.it

Il contesto geopolitico e le tensioni transatlantiche

Il ritiro dell’invito a Carney si inserisce in un quadro di crescenti tensioni tra gli USA e i loro alleati europei e nordamericani. Recentemente, Trump ha mostrato un interesse particolare per la Groenlandia, annunciando una possibile intesa con il premier olandese Mark Rutte per un accordo che rafforzi la presenza militare americana sull’isola, suscitando la ferma opposizione della Danimarca, che considera la sovranità groenlandese una “linea rossa non negoziabile”.

Parallelamente, l’Unione Europea ha espresso “seri dubbi” sullo statuto e la legittimità del Board of Peace, con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che ha sottolineato la necessità di “rapporti cordiali e rispettosi tra partner e alleati”. Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato il rifiuto di Madrid di partecipare al Board, motivando la decisione con la mancanza di coinvolgimento delle Nazioni Unite e dell’autorità palestinese.

L’escalation di tensioni diplomatiche evidenzia come la presidenza Trump stia portando a una ridefinizione delle relazioni internazionali, in particolare con i tradizionali alleati occidentali, in un momento di grande instabilità globale.

Donald Trump al WEF di Davos
Donald Trump al WEF di Davos / EPA/GIAN EHRENZELLER

Trump e TikTok: “Un successo per il voto giovanile”

Nel frattempo il presidente statunitense Donald Trump ha espresso soddisfazione per il ruolo avuto nel “salvare” TikTok, evidenziando che la piattaforma sarà ora gestita da un gruppo di “patrioti e investitori”. Il commento è stato pubblicato sul suo social network Truth, dove Trump ha ringraziato anche il presidente cinese Xi Jinping per la collaborazione e per l’approvazione dell’accordo tra USA e Cina.

Trump ha sottolineato che TikTok ha contribuito in modo significativo al suo “buon risultato” tra gli elettori giovani nelle elezioni presidenziali del 2024. L’accordo, frutto di negoziati bilaterali, punta a garantire un controllo più stretto da parte di investitori americani su TikTok, al fine di rispondere alle preoccupazioni relative alla sicurezza nazionale e alla privacy dei dati.

Nel suo messaggio, Trump ha ringraziato esplicitamente Xi Jinping, riconoscendo il ruolo della Cina nel facilitare un’intesa che sembra aver evitato una possibile esclusione della piattaforma dal mercato statunitense. Si tratta di un passo importante nelle relazioni tecnologiche tra i due paesi, segnato da forti tensioni geopolitiche negli ultimi anni.

Donald Trump e Xi Jinping
Donald Trump e Xi Jinping | EPA/YONHAP SOUTH KOREA OUT – Alanews.it

Il contesto geopolitico e la visione di Xi Jinping

La collaborazione tra Washington e Pechino su TikTok si inserisce in un quadro internazionale complesso. Secondo analisti e fonti vicine alla leadership cinese, Xi Jinping sta guidando una strategia di rafforzamento tecnologico e militare definita “Techno-Security State”, che integra innovazione, sicurezza e politica industriale in un disegno di lungo termine per la Cina.

Nonostante le tensioni, Pechino sembra adottare un approccio cauto riguardo al confronto con gli USA, privilegiando una competizione tecnologica e strategica senza ricorrere a mosse avventate. L’accordo su TikTok rappresenta un esempio di dialogo possibile in un contesto di rivalità globale, dove tecnologia e sicurezza nazionale sono strettamente intrecciate.

In questo scenario, la posizione di Trump evidenzia come il social cinese continui a giocare un ruolo rilevante nel panorama politico e culturale americano, soprattutto tra i giovani elettori, confermando l’importanza di un compromesso che consenta la sua presenza negli USA sotto condizioni di maggiore controllo e supervisione.

Tags: Board of peaceDonald TrumpMark Carneyprima paginaTikTokXi Jinping

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