Washington, 6 febbraio 2026 – Donald Trump continua a imprimere la sua impronta personale sull’America, spingendo per l’intitolazione di importanti strutture pubbliche al suo nome. La recente proposta di rinominare l’aeroporto di Washington Dulles e la stazione di New York Penn Station sono solo le ultime iniziative in un più ampio progetto volto a diffondere il marchio Trump in tutto il Paese.
L’espansione del marchio Trump nelle infrastrutture pubbliche
Il desiderio del presidente Trump di associare il proprio nome a edifici, programmi governativi e perfino a monete e mezzi militari supera ogni precedente esperienza presidenziale. Già in passato, Trump aveva posto il proprio nome su strutture come il Kennedy Center e l’U.S. Institute of Peace, benché per questa operazione sia necessario un atto del Congresso. A novembre scorso, il Dipartimento delle Risorse ha lanciato il pass “America the Beautiful” per i Parchi Nazionali del 2026, che ritrae affiancati George Washington e Donald Trump per celebrare il 250° anniversario degli Stati Uniti.
Oltre ai progetti infrastrutturali, sono stati avviati programmi finanziari e sociali che portano il suo nome, come i “conti Trump”, destinati ai neonati tra il 2025 e il 2028, con un deposito di 1.000 dollari da parte del Dipartimento del Tesoro. È stata inoltre introdotta la “Trump gold card”, una carta del valore di un milione di dollari che garantisce un percorso accelerato per ottenere il permesso di soggiorno e lavoro negli Stati Uniti.
Il marchio Trump nel settore militare e privato
La presenza del marchio Trump si estende anche a navi e aerei militari, con unità di classe “Trump” caratterizzate dall’immagine del tycoon con il pugno alzato sulla poppa, e aerei F-47, in omaggio al suo ruolo di 47° presidente. Il Dipartimento del Tesoro ha inoltre pianificato una moneta da un dollaro con l’effigie di Trump, sempre per il 250° anniversario della nazione. Nel privato, si vocifera di progetti per una nuova linea di abitazioni chiamate “Trump homes” e di programmi sociali che includono la denominazione “Trump babies” per i bambini nati grazie a iniziative per abbattere i costi della fertilità.
Questa strategia di branding, vista dai critici come una forma di megalomania, riflette la particolare visione personale di Trump, che ha da sempre fatto del proprio nome un marchio distintivo, già nel suo impero imprenditoriale e nelle campagne elettorali. Al momento, non sono state avanzate proposte ufficiali per associare il suo nome alla Statua della Libertà, simbolo iconico di New York e degli Stati Uniti, la cui storia e immagine restano saldamente legate ad altri simboli storici e culturali del Paese.






