Roma, 14 febbraio 2026 – La tensione politica in Italia cresce in vista del prossimo incontro del Board of Peace For Gaza, presieduto da Donald Trump, che si terrà il 19 febbraio a Washington. Il presidente statunitense annuncerà un piano multimiliardario per la ricostruzione di Gaza e la costituzione di una forza di stabilizzazione internazionale, alla quale diversi Paesi, compresa l’Italia, potrebbero partecipare con contingenti militari. Tuttavia, la partecipazione italiana a questo organismo internazionale non è priva di polemiche, soprattutto per la mancanza di un passaggio parlamentare formale.
Trump e il Board of Peace: un piano di ricostruzione multimiliardario per Gaza
Secondo fonti Reuters e il New York Times, alla riunione del Board of Peace parteciperanno delegazioni di almeno 20 Paesi, tra cui molti capi di Stato. Gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti hanno già promesso oltre un miliardo di dollari ciascuno per finanziare il progetto. Sono in corso trattative con il Kuwait per ulteriori contributi. Il Board, guidato da Trump, supervisionerà anche la formazione di un governo tecnico palestinese, parte integrante del mandato di ricostruzione e stabilizzazione della Striscia di Gaza.
Il piano si colloca nel contesto di una tregua fragile, segnata da continue tensioni e violenze. Nonostante l’accordo di cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre 2025, nella Striscia di Gaza si registrano ancora scontri e vittime civili, con il 40% delle 440 vittime da allora rappresentato da bambini.
La politica italiana divisa: Fratoianni e De Cristofaro chiedono un passaggio parlamentare
In Italia, la partecipazione ufficiale al Board di Trump ha sollevato critiche e richieste di trasparenza. Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e leader di Alleanza Verdi e Sinistra, ha dichiarato su Facebook che il governo Meloni non può coinvolgere l’Italia in questo “comitato d’affari di Trump” senza passare dal Parlamento. Fratoianni accusa l’iniziativa di Trump di mirare a un disegno di distruzione del diritto internazionale e denuncia il tentativo di coinvolgere imprese italiane nella gestione del territorio di Gaza, mentre Israele continua i bombardamenti.
Analogamente, Peppe De Cristofaro, capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra al Senato, ha sottolineato che aderire a un organismo internazionale richiede un confronto parlamentare e ha chiesto a Meloni e Tajani di riferire sulle decisioni prese riguardo al ruolo dell’Italia come osservatore nel Board of Peace.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invece difeso l’adesione italiana, sostenendo che essa serve a mantenere il cessate il fuoco e garantire la sicurezza dei cittadini palestinesi, pur precisando che la partecipazione italiana richiederà un passaggio in Parlamento.
L’incontro internazionale del 19 febbraio a Washington, dunque, sarà un momento cruciale per delineare il futuro della Striscia di Gaza e per definire il ruolo che l’Italia intende assumere in questo delicato scenario geopolitico.






