New York, 26 marzo 2026 – In un nuovo intervento mediatico, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che l’Iran è in una posizione di sconfitta e desidera avviare negoziati per un accordo, anche se non ha specificato se Washington sarà disposta a concludere un’intesa. Le sue affermazioni confermano la disponibilità di Teheran a trattare, ma mantengono aperti i dubbi sull’esito delle eventuali trattative.
Trump sottolinea la sconfitta iraniana e la possibilità di un accordo
Nel corso di dichiarazioni rese a New York, Trump ha affermato che “l’Iran vuole parlare perché è sconfitto, vedremo se riusciremo a fare un accordo“, evidenziando che Teheran ha l’opportunità di rinunciare alle sue ambizioni nucleari. Il presidente ha inoltre aggiunto che è l’Iran a cercare un’intesa, non gli USA, ribadendo così una posizione di forza negoziale. “Non sono a caccia disperatamente di un accordo. L’opposto, abbiamo altri target che vogliamo colpire prima di lasciare. Colpiamo obiettivi ogni giorno“, ha aggiunto Trump.
“Non so sarà la scadenza di venerdì per l’Iran arà cambiata. Manca un giorno e un giorno nell’era di Trump è un’eternità“, ha continuato Donald Trump.
Questa lettura della situazione si inserisce in un contesto di tensioni internazionali e diplomazia complessa, con Trump che ha anche espresso critiche verso la Nato, accusandola di non aver agito efficacemente sulla questione iraniana: “Siamo delusi dalla Nato perché non ha fatto nulla in Iran“.
Dubbi sulla volontà di Washington di negoziare
Malgrado l’apertura di Teheran, Trump si è mostrato incerto sulla reale volontà degli Stati Uniti di raggiungere un accordo, dichiarando: “Non so se siamo disposti a lavorare a un accordo con l’Iran. Avrebbero dovuto farlo quattro settimane fa“. Queste parole indicano una certa ambivalenza nella strategia americana, che potrebbe complicare il prosieguo dei negoziati.
Inoltre, Trump ha paragonato la recente cattura di Nicolas Maduro a un’azione simile a quella che si intende perseguire nei confronti dell’Iran, sottolineando così un approccio duro che potrebbe influenzare le dinamiche diplomatiche future.
Il quadro complessivo rimane quindi incerto, con l’Iran che manifesta la disponibilità a trattare ma con Washington che mantiene una posizione cauta e critica, lasciando aperta la domanda se e come si potrà giungere a un accordo concreto.






