Washington, 17 marzo 2026 – Donald Trump torna a esprimere la sua frustrazione nei confronti degli alleati della Nato, affermando che gli Stati Uniti non hanno bisogno del loro sostegno nelle operazioni militari in Iran. In un lungo post pubblicato sulla piattaforma Truth, il presidente statunitense ha messo in dubbio l’impegno e la solidarietà dei partner atlantici, usando il termine “alleati” tra virgolette per sottolineare il suo scetticismo.
Il disimpegno della Nato e la frustrazione di Trump
Nel suo messaggio, Trump ha dichiarato di essere stato informato da molti Paesi membri della Nato che preferiscono non essere coinvolti nelle azioni militari statunitensi contro il regime iraniano, definito “terroristico”. Pur riconoscendo il consenso internazionale sul fatto che l’Iran non debba dotarsi di armi nucleari, il presidente ha criticato aspramente la mancanza di supporto concreto. “Ho sempre considerato la Nato una strada a senso unico: noi li proteggiamo, ma loro non faranno nulla per noi, soprattutto in caso di bisogno”, ha rimarcato, ricordando l’imponente spesa americana per la difesa comune.
Trump ha inoltre rivendicato i risultati ottenuti dalle forze americane in Medio Oriente, sottolineando la distruzione di gran parte delle capacità militari iraniane, dalla Marina all’Aeronautica, e l’eliminazione di molti leader del Paese. Alla luce di questi successi, ha ribadito che gli Stati Uniti non necessitano dell’aiuto della Nato, né di altri Paesi come Giappone, Australia o Corea del Sud, definendo gli Stati Uniti “la nazione più potente al mondo”.
La questione del ruolo degli alleati e il rinvio del viaggio in Cina
Parallelamente a queste dichiarazioni, Trump ha manifestato la sua intenzione di rinviare il viaggio ufficiale in Cina, inizialmente previsto tra fine marzo e inizio aprile, a causa dell’attuale situazione di conflitto in Medio Oriente. Il presidente ha anche annunciato che presenterà un rapporto al Congresso sulle relazioni con i partner della Nato, evidenziando la necessità di una maggiore condivisione degli oneri nella sicurezza internazionale.
Nonostante le critiche rivolte ad alcuni Paesi, come il Regno Unito e la Gran Bretagna, Trump ha dato un giudizio positivo al presidente francese Emmanuel Macron, definendolo “non perfetto, ma utile” nel contesto di questa crisi. L’amministrazione americana sta cercando di coinvolgere più nazioni possibili per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, cruciale per il commercio energetico globale, ma molti alleati mostrano esitazione o resistenza.
Le tensioni tra Washington e gli alleati europei si inseriscono in un quadro di crescente disimpegno statunitense, che mette in discussione il tradizionale ruolo degli Usa come “poliziotto del mondo” e solleva interrogativi sull’autonomia strategica europea e sulla capacità difensiva del Vecchio Continente.






