Washington, 7 gennaio 2026 – Nel corso di una recente riunione con i parlamentari repubblicani della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha nuovamente acceso il dibattito sulla partecipazione delle persone transgender negli sport femminili, esprimendo la sua netta opposizione in modo plateale e provocatorio.
US President Donald Trump mocked transgender athletes while addressing Republican members of the US House of Representatives, using examples from weightlifting and boxing as he argued against transgender participation in women’s sports pic.twitter.com/TssH0TE0WX
— Reuters (@Reuters) January 7, 2026
Trump e la contestazione sulle atlete transgender
Durante il suo intervento al Kennedy Center di Washington, Trump ha deriso le atlete transgender mimando una gara di sollevamento pesi, accompagnando la scena con suoni caricaturali e commenti ironici per evidenziare la sua critica alla loro presenza nelle competizioni femminili. “Mia moglie odia quando lo faccio. Vorrei essere più esplicito ma mi stanno guardando…”, ha detto, imitando lo sforzo e la frustrazione di un’atleta trans di fronte a un insuccesso sportivo, suscitando risate nella platea dei parlamentari repubblicani.
Questa scena si inserisce in un contesto più ampio in cui Trump ha imposto divieti specifici per impedire la partecipazione di atlete transgender nelle competizioni femminili, una misura che ha sollevato ampie polemiche ma che viene sostenuta da una parte consistente del suo elettorato conservatore.
Il dibattito scientifico e politico sulle atlete transgender
Il tema della partecipazione delle persone transgender nello sport è molto controverso e ha visto un acceso confronto tra posizioni scientifiche, politiche e sociali. Recenti studi, come quello finanziato dal Comitato Olimpico Internazionale e pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, hanno evidenziato che le donne transgender presentano alcune caratteristiche fisiche residue della pubertà maschile, come una maggiore forza di presa, ma anche limitazioni in termini di capacità polmonare e potenza muscolare inferiore rispetto alle donne cisgender.
Questi dati hanno alimentato le decisioni di alcune federazioni sportive internazionali e nazionali di escludere o limitare la partecipazione delle atlete transgender, soprattutto nelle discipline più esposte a questioni di forza e resistenza, come il nuoto e l’atletica leggera. La World Athletics, ad esempio, ha adottato regolamenti severi per evitare quello che definisce un “vantaggio competitivo ingiusto”, una posizione che ha suscitato critiche da parte di esperti e attivisti per i diritti delle persone transgender.
Trump, la politica e la sua influenza sul dibattito sportivo
Il ritorno di Trump alla Casa Bianca nel 2025 ha rilanciato con forza le tematiche legate ai valori tradizionali e alla definizione delle categorie sportive, portando il tema nel cuore del dibattito politico statunitense. Oltre alle sue posizioni sull’energia, l’immigrazione e la politica estera, la sua amministrazione ha fatto della regolamentazione degli sport un simbolo della sua agenda culturale conservatrice.
Con un patrimonio stimato di quasi 6 miliardi di dollari e un seguito politico ancora molto influente, Trump utilizza spesso occasioni pubbliche per consolidare il proprio consenso tra i repubblicani più conservatori, facendo leva su temi sensibili come quello della partecipazione delle atlete transgender negli sport femminili e le implicazioni che questa ha secondo lui per la “fair play” e la tutela delle donne nelle competizioni.
Il confronto resta aperto e destinato a influenzare, nei prossimi anni, le politiche sportive a livello nazionale e internazionale, in un clima in cui la scienza, la politica e i diritti civili si intrecciano in maniera sempre più complessa.






