Roma, 8 aprile 2026 – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato nuove misure economiche e diplomatiche nei confronti dell’Iran e dei Paesi che lo supportano militarmente, rilanciando la sua strategia di confronto con la Repubblica Islamica. In un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth, Trump ha ribadito la volontà di collaborare con Teheran per “rimuovere tutta la polvere nucleare” lasciata dai bombardieri B-2, assicurando che non vi sarà alcun arricchimento di uranio. Al contempo, ha imposto dazi immediati del 50% su tutti i beni importati dagli Stati Uniti da Paesi che forniscono armi all’Iran, senza eccezioni.
Collaborazione e controllo nucleare con l’Iran: le parole di Trump
Trump ha evidenziato che le attività nucleari iraniane sono monitorate “sotto stretta sorveglianza satellitare” dalla Space Force statunitense e che nulla è stato toccato dall’attacco precedente, sottolineando un cambio di regime in Iran che, a suo avviso, potrebbe aprire a “una collaborazione molto produttiva”. Il presidente, rientrato alla Casa Bianca nel 2025 per un secondo mandato non consecutivo, manifesta quindi una posizione ambivalente: da un lato una chiara ostilità verso il programma militare iraniano, dall’altro la disponibilità a un dialogo per evitare l’espansione nucleare.
Politica commerciale e tensioni economiche
Parallelamente, la decisione di imporre un dazio del 50% su tutti i beni provenienti da Paesi che forniscono armi all’Iran rappresenta una mossa protezionistica e punitiva, in linea con le tendenze isolazioniste e nazionaliste che caratterizzano l’attuale amministrazione Trump. Questa misura colpisce direttamente alleanze e forniture internazionali, con implicazioni economiche rilevanti per i mercati globali. La tensione tra Stati Uniti e Iran ha inoltre influenzato il mercato valutario: il dollaro ha perso terreno rispetto all’euro e ad altre valute, con l’indice Bloomberg sceso dell’1%, mentre il prezzo del petrolio è crollato in seguito al cessate il fuoco temporaneo tra le due nazioni.
La posizione dell’Unione Europea e le dinamiche regionali
La Commissione Europea ha ribadito la sua ferma posizione: “l’Iran non deve acquisire armi nucleari”, auspicando il contenimento del programma missilistico balistico e la cessazione delle attività destabilizzanti nella regione, che hanno avuto ripercussioni anche sul territorio europeo attraverso azioni ibride. Bruxelles ha inoltre sottolineato l’importanza della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, cruciale per il commercio energetico globale e in linea con il diritto internazionale e del mare.
Mentre le monarchie del Golfo si trovano divise tra chi sostiene una linea dura contro Teheran e chi preferisce il dialogo, l’amministrazione Trump mantiene un approccio di pressione economica e militare, ma non esclude la possibilità di negoziati per cercare una soluzione alla crisi che da anni scuote il Medio Oriente.






