Bruxelles, 23 gennaio 2026 – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nuovamente sollevato critiche contro la NATO, mettendo in discussione l’efficacia dell’Alleanza Atlantica in scenari di conflitto e chiedendo un suo coinvolgimento più diretto nella gestione della crisi migratoria al confine meridionale degli Stati Uniti. Le sue affermazioni hanno provocato una reazione vivace da parte del Regno Unito, che ha difeso con forza il ruolo e il sacrificio delle truppe alleate, specialmente in Afghanistan.
Il nuovo affondo di Donald Trump contro la NATO
Dopo la recente partecipazione al World Economic Forum di Davos, dove si era discusso anche di un presunto “compromesso” sulla Groenlandia mediato dal segretario generale della NATO Mark Rutte, Trump non ha perso tempo nel riaffermare la sua visione critica sull’Alleanza. Intervistato da Fox News, il presidente statunitense ha espresso forti dubbi sulla reale disponibilità dei paesi europei a difendere gli Stati Uniti in caso di attacco. «Non sono sicuro che la NATO si mobiliterebbe a difesa degli Usa», ha dichiarato, sottolineando come gli alleati abbiano mostrato «timidezza» durante la lunga guerra in Afghanistan, iniziata dopo gli attentati dell’11 settembre.

Trump ha sostenuto che, sebbene le truppe europee siano state presenti sul terreno, sono sempre rimaste un passo indietro rispetto alle linee del fronte, lasciando agli Stati Uniti il compito principale di difendere la sicurezza collettiva. Ha ribadito la necessità di una relazione «bilaterale» e di reciproco impegno tra gli Usa e l’Europa, facendo leva su un sentimento condiviso dal suo elettorato MAGA, particolarmente sensibile alle questioni di sicurezza e immigrazione.
La risposta furiosa del Regno Unito: onore ai caduti
Le dichiarazioni di Trump hanno suscitato un’ondata di indignazione nel Regno Unito, dove politici e media hanno definito le sue parole un vero e proprio insulto verso i soldati britannici e alleati caduti in Afghanistan. La BBC ha sottolineato che «non si può sminuire il ruolo della NATO, inclusi i 457 soldati britannici morti nel conflitto afghano», ricordando che l’attivazione dell’articolo 5 della NATO – che obbliga gli alleati a intervenire in difesa di un paese membro attaccato – è stata invocata proprio per proteggere gli Stati Uniti dopo l’11 settembre.
Il portavoce del governo britannico, in rappresentanza del primo ministro Keir Starmer, ha difeso con fermezza il contributo delle forze armate nazionali e di quelle NATO, affermando che «il loro sacrificio è stato a servizio della sicurezza collettiva e non potrà mai essere dimenticato». Londra ha rimarcato la necessità di mantenere viva la memoria storica, soprattutto in un momento di crescenti tensioni internazionali.
Trump rilancia: la NATO al confine sud contro i migranti
Non pago, Trump ha rilanciato su Truth Social la sua proposta di mettere alla prova la NATO invocando nuovamente l’articolo 5 per chiedere un intervento militare alleato lungo il confine meridionale degli Stati Uniti, al fine di arginare quella che definisce «un’invasione di immigrati illegali». Questa provocazione si inserisce in un clima interno americano teso sul tema dell’immigrazione, con le autorità federali impegnate in operazioni di controllo e respingimento che hanno suscitato controversie e polemiche anche per episodi tragici.
L’ex presidente, tornato alla guida degli Stati Uniti nel 2025 per un secondo mandato non consecutivo, continua così a enfatizzare le priorità della sua agenda politica: rafforzamento della sicurezza nazionale, controllo dell’immigrazione e revisione dei rapporti con gli alleati europei, in particolare all’interno di un’Alleanza Atlantica che lui stesso definisce «obsoleta».
Il ruolo attuale della NATO e le sfide future
La NATO rimane una delle più importanti alleanze militari e politiche a livello globale, con 32 membri tra Europa e Nord America e un bilancio condiviso per la difesa che supera il migliaio di miliardi di euro. Il segretario generale Mark Rutte, presente a Davos, ha recentemente ribadito l’impegno dell’Alleanza nel garantire la sicurezza collettiva, sottolineando la necessità di rispondere in modo coerente a nuove minacce, dalla guerra convenzionale ai fenomeni ibridi come la crisi migratoria e le interferenze informatiche.
L’episodio delle tensioni tra Trump e i paesi europei riflette la complessità di un rapporto che, pur fondato sulla mutua difesa, è attraversato da momenti di frizione e divergenze strategiche. La sfida per la NATO è quindi quella di evolversi e adattarsi ai nuovi scenari geopolitici, mantenendo saldo il principio di solidarietà che ne è alla base.






