Roma, 7 gennaio 2026 – L’amministrazione guidata dal presidente Donald Trump sta esercitando forti pressioni sul governo ad interim del Venezuela con l’obiettivo di espellere dal Paese agenti segreti e presunte spie provenienti da Cina, Russia, Cuba e Iran. Lo ha rivelato un funzionario statunitense in un’intervista rilasciata ad Axios, segnalando un’escalation nelle tensioni tra Washington e Caracas.
Le pressioni esercitate dall’amministrazione Trump
La richiesta dell’amministrazione Trump si concentra esclusivamente sul personale coinvolto in attività di intelligence e non riguarda il normale corpo diplomatico. Questa mossa rappresenta l’ultimo tentativo della Casa Bianca di costringere il governo venezuelano a piegarsi alle condizioni imposte dagli Stati Uniti, a seguito del raid militare della scorsa settimana che ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro.
Il presidente Trump ha inoltre lanciato un chiaro avvertimento nei confronti della leader ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, sottolineando che un eventuale mancato rispetto della richiesta americana potrebbe innescare un nuovo intervento militare nel Paese sudamericano. La tensione rimane alta, mentre il governo statunitense intensifica la sua azione per contrastare l’influenza di potenze straniere considerate ostili.
Il contesto della crisi venezuelana
Nicolás Maduro, al potere dal 2013 e recentemente catturato in un’operazione condotta dagli Stati Uniti, è accusato di narco-terrorismo, traffico di droga e corruzione. Il suo governo è stato oggetto di dure sanzioni internazionali e di accuse di gravi violazioni dei diritti umani. La carica di presidente ad interim è stata assunta da Delcy Rodríguez, già vicepresidente, mentre gli Stati Uniti continuano a sostenere un cambio di regime a Caracas.
L’azione americana si inscrive in un contesto geopolitico più ampio, in cui l’amministrazione Trump mira a contrastare la presenza di agenti stranieri e a consolidare la propria influenza in una regione ricca di risorse energetiche strategiche. La situazione resta estremamente volatile, con possibili ripercussioni sulla stabilità regionale e sugli equilibri internazionali.
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