Washington, 12 marzo 2026 – L’amministrazione Trump ha annunciato l’avvio di una nuova serie di indagini commerciali rivolte a oltre una dozzina di partner commerciali degli Stati Uniti, segnando la seconda fase della sua strategia protezionistica che mira a rafforzare il controllo sui flussi commerciali e industriali globali. Tra i Paesi coinvolti figurano l’Unione Europea, il Messico e la Cina, protagonisti di un contenzioso che rischia di alimentare ulteriormente le tensioni economiche internazionali.
Indagini sui dazi e focus su sovraccapacità industriale
Il rappresentante per il Commercio Usa, Jamieson Greer, ha spiegato che le indagini saranno incentrate sulle economie che presentano un eccesso strutturale di capacità produttiva in diversi settori manifatturieri, valutando la persistenza di surplus commerciali e l’eventuale sottoutilizzo degli impianti produttivi. Verrà inoltre approfondita l’importazione di beni realizzati con lavoro forzato, sottolineando l’approccio multidimensionale dell’amministrazione americana verso la regolamentazione commerciale.
Attualmente gli Stati Uniti applicano un dazio generale del 10% su tutte le importazioni dai partner commerciali, misura temporanea introdotta dopo che la Corte Suprema ha annullato precedenti tariffe specifiche. Tale dazio, emanato ai sensi dell’articolo 122 del Trade Act del 1974, ha validità limitata a 150 giorni, entro i quali Greer auspica che le indagini vengano completate per definire una strategia tariffaria più solida e duratura.
Reazioni dall’Unione Europea a Trump e prospettive future
Bruxelles ha ricevuto formalmente la notifica delle indagini, con l’Unione Europea che ha espresso preoccupazione, pur precisando di non riconoscersi come fonte della sovraccapacità industriale contestata. Un portavoce della Commissione ha ribadito l’impegno a rispettare gli accordi con gli Stati Uniti e ha avvertito che, qualora dovessero emergere violazioni, la risposta europea sarà ferma e proporzionata.
Intanto, fonti interne indicano che il presidente Trump potrebbe annunciare nuove tariffe già a partire dal 2 aprile, con una particolare attenzione al settore automobilistico e ad altri comparti strategici come la farmaceutica e i semiconduttori. Questo nuovo capitolo della guerra commerciale si inserisce in un quadro di crescente tensione globale, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il mercato interno americano e finanziare i tagli fiscali previsti dall’amministrazione.






