New York, 4 febbraio 2026 – In una recente intervista rilasciata a Nbc, l’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha indicato un possibile cambiamento di rotta nella sua politica sull’immigrazione, suggerendo un approccio più “morbido” in seguito agli eventi di Minneapolis.
“Dopo Minneapolis, un tocco più morbido sull’immigrazione“
Trump ha dichiarato: “Da quanto accaduto a Minneapolis abbiamo imparato che forse potremmo usare un tocco un po’ più morbido sull’immigrazione, ma bisogna comunque essere duri“. Nel corso dell’intervista, sono stati diffusi estratti nei quali l’ex presidente ha sottolineato che la decisione di ritirare 700 agenti dalla città è stata presa personalmente da lui. Questa dichiarazione arriva in un contesto in cui la gestione dell’ordine pubblico nelle città chiave degli USA continua a essere un tema centrale nel dibattito politico e sociale.
L’approccio di Trump sull’immigrazione, storicamente caratterizzato da misure restrittive e da posizioni dure, come l’imposizione di divieti su cittadini di Paesi a maggioranza musulmana e il rafforzamento dei controlli al confine con il Messico, sembra quindi destinato a una possibile revisione parziale, pur mantenendo un’impostazione rigorosa.

Trump avverte la guida suprema iraniana Khamenei
Sempre nell’intervista a Nbc, Trump ha rivolto un messaggio diretto alla guida suprema iraniana Ali Khamenei, affermando che “dovrebbe essere molto preoccupato” in riferimento ai negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran. Questo commento evidenzia la continua tensione tra Washington e Teheran, con Trump che ribadisce il ruolo centrale degli Stati Uniti nelle dinamiche geopolitiche mediorientali.
“Come sapete stanno negoziando con noi“, ha detto Trump definendo l’Iran al momento un “disastro“. “Abbiamo spazzato via il loro programma nucleare. Se non avessi agito sul loro nucleare non avremmo avuto la pace in Medio Oriente“, ha aggiunto il presidente.
A chi gli chiedeva se l’Iran stesse cercando di rilanciare il suo programma sul nucleare, Trump ha risposto: “ho sentito” che lo stanno facendo. “Non sono riusciti neanche ad avvicinarsi ai siti nucleari che abbiamo colpito ma stavano pensando a un nuovo sito in una differente area del paese. Quando lo abbiamo saputo abbiamo detto loro che se lo avessero fatto noi avremmo fatto cose molte cattive nei loro confronti”
Ali Khamenei, figura chiave della Repubblica Islamica dell’Iran dal 1989 e guida suprema del Paese, esercita un potere politico e religioso che si estende su tutti gli aspetti della vita iraniana, inclusi i pasdaran e la polizia morale. La sua leadership è caratterizzata da una linea conservatrice e da una forte opposizione all’influenza occidentale, in particolare quella statunitense.






