Washington, 6 gennaio 2026 – Nel corso di un incontro con i deputati repubblicani al Kennedy Center di Washington, il presidente Donald Trump ha annunciato che incontrerà a breve i rappresentanti delle Big Oil per discutere della situazione in Venezuela, senza però fornire ulteriori dettagli sull’appuntamento imminente.
L’esenzione dai dazi per le Big Oil e le tensioni commerciali internazionali
Negli ultimi giorni, l’amministrazione Trump ha introdotto una serie di dazi, ma ha deciso di esentare il settore energetico, in particolare le compagnie petrolifere che lo hanno sostenuto durante la campagna elettorale. Le nuove tariffe universali del 10% non si applicheranno a prodotti come il petrolio greggio proveniente dal Canada e il gas naturale liquefatto, elementi fondamentali per la produzione di combustibili fossili.
Mike Sommers, presidente dell’American Petroleum Institute, ha espresso grande soddisfazione, definendo “fondamentale il ruolo dell’America come esportatore netto di energia” e promettendo collaborazione con l’amministrazione per “supportare il predominio energetico americano”.
Questa decisione arriva in un contesto di crescente tensione commerciale, con la Cina che ha imposto dazi fino al 34% su merci statunitensi, e l’Unione Europea che valuta contromisure per proteggere i propri mercati dall’invasione di prodotti a basso costo provenienti dalla Cina.

Operazioni militari e politica interna: Trump e il Venezuela
Il 3 gennaio 2026, un’operazione statunitense denominata “Absolute Resolve” ha portato alla cattura dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, arrestato insieme alla moglie e trasferito a New York in condizioni di detenzione definite “barbariche” nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn. Trump ha definito l’operazione per la cattura di Maduro “tecnicamente perfetta”, sottolineando la precisione e la sicurezza dell’intervento statunitense.
Durante il suo discorso al Kennedy Center, Trump ha inoltre ribadito la necessità degli Stati Uniti di mantenere il controllo sul Venezuela e di avere accesso totale alle risorse petrolifere del paese sudamericano, affermando di voler “prendere il controllo fino a quando non ci sarà una transizione ordinata”.
In parallelo, il presidente ha toccato altri temi di politica interna, tra cui la richiesta di leggi più stringenti sull’identificazione degli elettori, la promessa di aumentare la produzione di armi e un esplicito richiamo al sostegno repubblicano per evitare un possibile impeachment in caso di sconfitta alle elezioni di medio termine. “Se non vinciamo le elezioni di medio termine, subirò l’impeachment“ lo ha detto Donald Trump parlando ai deputati repubblicani al Kennedy Center.
Questi sviluppi confermano la centralità del Venezuela nella strategia politica ed economica dell’amministrazione Trump.






