Roma, 9 gennaio 2026 – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato su Truth di aver annullato un secondo attacco previsto contro il Venezuela, evidenziando una collaborazione con il governo di Caracas culminata nel rilascio di numerosi detenuti politici. Questo gesto, definito da Trump come un segno di “ricerca della pace”, ha portato a una revisione delle azioni militari statunitensi nella regione.
La collaborazione tra USA e Venezuela
Nel suo intervento, Trump ha sottolineato che il Venezuela sta rilasciando un gran numero di prigionieri politici come segnale di apertura e cooperazione. “Si tratta di un gesto molto importante e intelligente”, ha scritto, aggiungendo che grazie a questa collaborazione “ho annullato la seconda ondata di attacchi precedentemente prevista, che sembra non essere più necessaria”. Tuttavia, il presidente ha precisato che le navi militari statunitensi rimarranno in posizione per motivi di sicurezza.
Questo sviluppo arriva in un momento di tensioni latenti tra gli Stati Uniti e i paesi latinoamericani, soprattutto dopo il recente blitz che ha portato all’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie.
Le reazioni di Gustavo Petro: la minaccia militare USA resta
Dal fronte colombiano, il presidente Gustavo Petro ha dichiarato alla BBC che la minaccia di un’azione militare statunitense contro la Colombia è ancora reale, nonostante il dialogo con Trump. Petro ha raccontato di aver ricevuto una telefonata dal presidente USA in cui, in modo diretto e senza giri di parole, gli è stato detto di “guardarsi il culo”. Il leader colombiano ha denunciato la politica di Washington come un comportamento da impero prepotente, che rischia di isolare gli Stati Uniti dal resto del mondo.
Inoltre, Petro ha fortemente criticato le azioni dell’ICE, la polizia anti-immigrazione statunitense, paragonando il suo operato a quello delle brigate naziste.






