Roma, 13 marzo 2026 – Durante una riunione virtuale del G7 tenutasi mercoledì, il presidente statunitense, Donald Trump, ha dichiarato che l’Iran “sta per arrendersi“. Secondo quanto riportato da tre funzionari dei Paesi del G7 a Axios, Trump si è mostrato sicuro dei risultati ottenuti dall’Operazione Epic Fury, affermando agli alleati: “Mi sono sbarazzato di un cancro che minacciava tutti noi“.
Le dichiarazioni di Trump e le reazioni internazionali
Nel corso dell’incontro, Trump ha deriso la nuova guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, definendolo un “peso leggero” e sottolineando come, a suo dire, “nessuno sa chi sia il leader, quindi non c’è nessuno che possa annunciare la resa“. Tuttavia, gli altri leader del G7 hanno esortato il presidente americano a porre fine rapidamente alla guerra in corso, manifestando preoccupazione per un possibile prolungamento del conflitto.
Nonostante le parole di Trump, le dinamiche sul terreno restano complesse. Le agenzie di intelligence italiane riferiscono che l’Iran dispone di un arsenale missilistico significativo, con circa 5 mila missili nascosti in tunnel sotterranei che rendono difficile la neutralizzazione completa delle sue capacità offensive. Secondo fonti dell’intelligence, la strategia iraniana è focalizzata su attacchi indiretti contro Paesi del Golfo e alleati regionali, mirati a creare instabilità e pressione economica, con l’obiettivo di spingere gli Stati arabi a chiedere una soluzione negoziata della crisi.
La situazione strategica in Medio Oriente e le prospettive di conflitto
L’analisi degli 007 italiani evidenzia come la successione di Mojtaba Khamenei alla guida suprema rappresenti la definitiva presa di potere da parte dei Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione iraniani, suggerendo un possibile prolungamento del conflitto in Medio Oriente. Le forze armate italiane sono in stato di allerta, con una possibile riduzione della presenza militare nei Paesi del Golfo e un monitoraggio costante della situazione in Libano e lungo la rotta del Mar Rosso.
Parallelamente, si valuta l’impatto energetico di un eventuale prolungamento della guerra, in particolare la minaccia alla navigazione nello Stretto di Hormuz, fondamentale per il transito del petrolio. Il governo italiano, attraverso il sottosegretario Alfredo Mantovano, ha sottolineato la capacità del Paese di affrontare crisi energetiche come quella attuale, grazie alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento e alla volontà politica di gestire le emergenze.
Le tensioni restano elevate, mentre la comunità internazionale segue con attenzione l’evolversi della situazione tra USA e Iran, consapevole della delicatezza del momento e delle implicazioni per la stabilità globale.






